venerdì,Dicembre 2 2022

Carratelli, Gianni Di Marzio: «Se ne va un gigante, gentleman d’altri tempi».

Di Marzio e Carratelli, Carratelli e Di Marzio. Un binomio che, all’altezza del Crati, significa solo e soltanto una cosa: Serie B. La promozione attesa per tanti anni arrivò sotto l’egida dell’avvocato e con l’uomo che scoprì Maradona seduto sulla panchina. Una cavalcata trionfale, una stagione bellissima. «La notizia della sua scomparsa è stata davvero

Carratelli, Gianni Di Marzio: «Se ne va un gigante, gentleman d’altri tempi».

Di Marzio e Carratelli, Carratelli e Di Marzio. Un binomio che, all’altezza del Crati, significa solo e soltanto una cosa: Serie B. La promozione attesa per tanti anni arrivò sotto l’egida dell’avvocato e con l’uomo che scoprì Maradona seduto sulla panchina. Una cavalcata trionfale, una stagione bellissima. «La notizia della sua scomparsa è stata davvero dolorosa – ha dichiarato ai nostri microfoni il Seminatore d’oro – perché si trattava di un gentleman d’altri tempi».

Di Marzio, che ricordo riserva del presidente Carratelli?

«Un uomo colto, preparato, con un sorriso, una disponibilità e una signorilità che resteranno sempre impresse nella mia mente con grandissimo piacere: nel mondo del calcio e non solo è difficile riuscire ad avere un rapporto con qualcuno di questo spessore».

Quella, poi, fu un’annata fantastica.

«E lui fece di tutto per renderla tale: è stato sempre vicino alla squadra, in tutti i momenti, soprattutto in quelli di difficoltà era il primo a mettersi l’elmetto e scendere in trincea».

Di Marzio, cosa la colpì di Carratelli?

«Aveva una riservatezza che non ti consentiva di mantenere nel tuo portafogli sentimentale una sola immagine. Ribadisco: quel che mi piacque allora e che, ancora oggi, mi fa pensare a lui con affetto, fu la sua capacità di restare accanto a noi negli attimi peggiori di un campionato fantastico. Ma da una persona con un humus culturale come il suo non mi sarei aspettato niente di diverso: un gigante».

Ha un aneddoto che le piace regalare a chi ci legge?

«Quando sono andato via, a fine torneo, avevo già deciso di cambiare aria. Dall’istante in cui glielo comunicai fino a quando non ufficializzammo la cosa cercò in tutti i modi di convincermi a restare. Mi creda, in tutti i modi: questo è per me forse il ricordo più bello».

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