mercoledì,Settembre 28 2022

Occhiuto interrogato per oltre un’ora. «Cirò mi accusa per vendetta»

Occhiuto ha risposto a tutte le domande del pm Visconti, ricostruendo i rapporti con Giuseppe Cirò. Ecco cosa ha detto il sindaco di Cosenza.

Occhiuto interrogato per oltre un’ora. «Cirò mi accusa per vendetta»

Oltre un’ora e mezza di interrogatorio per il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, presentatosi nel pomeriggio di oggi presso la sede del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza, insieme al suo legale di fiducia, l’avvocato Nicola Carratelli. Il primo cittadino bruzio, infatti, è accusato di aver fatto la “cresta” sui fondi pubblici, al pari dell’ex capo segreteria, Giuseppe Cirò. Nell’inchiesta coordinata dal pubblico ministero, Giuseppe Visconti, sono indagate anche altre due persone (LEGGI QUI).

In mattinata, Cosenza Channel aveva anticipato la denuncia per calunnia depositata oggi dal sindaco Mario Occhiuto, che intende difendersi su più fronti per far emergere un’altra verità. Nel corso del periodo trascorso davanti al pm Visconti, l’architetto cosentino ha chiarito ogni aspetto circa le contestazioni mosse dalla Guardia di Finanza, evidenziando alcune vicende fondamentali per dimostrare la sua estraneità ai fatti.

I viaggi a Roma di Mario Occhiuto

In uno dei passaggi, Occhiuto ha dichiarato di non aver avuto contezza inizialmente delle “ruberie” fatte da Giuseppe Cirò, successivamente denunciato allorquando la situazione era ormai alla luce del sole. Il sindaco, inoltre, ha detto di non aver mai lucrato sulle missioni, specificando quali e quanti viaggi a Roma sono stati fatti per rappresentare istituzionalmente il comune di Cosenza. Le sue missioni, secondo quanto sottolineato dal primo cittadino, sono state giustificate, avendo cura di non superare mai il tetto massimo di spesa, previsto dalla legge. Inoltre, Occhiuto ha messo in evidenza che Cirò avrebbe voluto vendicarsi dopo la revoca dell’incarico, rilevando anche una particolare compagna di odio su alcuni organi d’informazione.

Querela per calunnia sul tavolo della procura di Cosenza

Dalle carte dell’inchiesta emergerebbero anche elementi a discarico per Occhiuto sulla base delle dichiarazioni rese dallo stesso Cirò durante uno degli interrogatori di garanzia. Il sindaco di Cosenza, in conclusione, ha confermato quanto detto pure da Antonio Molinari e Roberto Albano, i quali hanno smentito le ricostruzioni dell’ex capo segreteria del sindaco. Insomma, secondo Occhiuto, Cirò lo avrebbe accusato per alleggerire la sua posizione con dichiarazioni calunniose.

Quella volta a casa di Nicola Morra

Occhiuto ha sempre creduto nella buona fede dei suoi collaboratori, ma nel corso del tempo si era accorto che qualcosa non andava nel verso giusto. Durante l’interrogatorio sono stati richiamati fatti che riguardano direttamente Cirò circa la sua volontà di comprare una casa al mare o le dichiarazioni “al veleno” fatte nell’appartamento di proprietà del senatore del Movimento Cinque Stelle, Nicola Morra. Il pm Visconti, preso atto della versione del sindaco, si è preso del tempo per valutarne il contenuto.

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