martedì,Settembre 27 2022

La difesa di Occhiuto: «Mai percepito rimborsi che non mi spettavano»

Nella denuncia per calunnia contro Giuseppe Cirò, Mario Occhiuto tratta vari argomenti: da una casa a Santa Lucia alla sua massa debitoria.

La difesa di Occhiuto: «Mai percepito rimborsi che non mi spettavano»

Il destino giudiziario di Mario Occhiuto dipenderà dalla decisione della procura di Cosenza se prendere sul serio la denuncia per calunnia presentata contro l’ex capo segreteria del suo staff, Giuseppe Cirò e, conseguentemente, archiviare le ipotesi di reato relative al peculato e al falso, contestate dal pubblico ministero, Giuseppe Visconti, a seguito delle indagini condotte dalla Guardia di Finanza di Cosenza.

Il pm, al termine dell’interrogatorio svoltosi ieri pomeriggio, ha deciso di valutare il contenuto delle dichiarazioni rese dal sindaco di Cosenza, il quale ha risposto a tutte le domande fornendo la sua versione dei fatti, supportata dalla denuncia depositata in mattinata presso il quarto piano del Palazzo di Giustizia di Cosenza. (LE CIFRE CONTESTATE)

La chiamata in correità di Cirò ai danni di Mario Occhiuto

Nella corposa documentazione finita sul tavolo della procura di Cosenza, Occhiuto ribadisce l’infondatezza delle accuse di correità formulate da Cirò nei suoi confronti, specificando di non avere mai avuto contezza delle presunte falsificazioni compiute dall’altro indagato e di non avere mai preteso rimborsi che non gli spettavano. Secondo Occhiuto, questa vicenda nasce dopo la decisione di revocare l’incarico a Cirò che, a suo dire, avrebbe poi confidato a un consigliere comunale di Cosenza i suoi propositi di vendetta nei confronti del primo cittadino.

Un altro aspetto che Occhiuto ha inteso chiarire è quello riguardante un appartamento situato a Santa Lucia, di proprietà di un suo parente, acquistato dal cugino con fondi propri. Per il sindaco non c’è alcun collegamento tra le due cose, ovvero tra il ruolo istituzionale ricoperto e le “missioni” rimborsate. Inoltre, tra i passaggi contestati dall’architetto bruzio ce n’è uno in cui Cirò dice che «non sono in grado di provare che consegnavo regolarmente e per intero i soldi ricevuti dall’economo a liquidazione della false missioni al sindaco, che ribadisco sapeva che si trattasse di missioni false». Occhiuto, dal canto suo, ha fatto rilevare che negli anni 2015-2017, periodo in cui Cirò avrebbe versato sui propri conti correnti circa 50mila euro, l’ex capo segreteria «aveva trattenuto per sé gran parte degli importi», consegnando al sindaco soltanto le somme che gli spettavano a titolo di rimborso.

I debiti di Occhiuto

Per quanto riguarda la sua posizione personale, Mario Occhiuto non ha nascosto agli inquirenti la pesante massa debitoria che, tuttavia, non gli avrebbe impedito di avere la disponibilità di denaro liquido, in quanto solo un quinto della sua indennità di sindaco era sottoposta a pignoramento, senza dimenticare le sue entrate professionali. In definitiva, il sindaco di Cosenza si sente calunniato da Cirò e attende le valutazioni della procura di Cosenza per capire se da questa storia giudiziaria ne uscirà pulito o dovrà affrontare, eventualmente, un processo davanti al tribunale collegiale.

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