venerdì,Dicembre 9 2022

Arresti a Cosenza, Marcello Manna davanti al Riesame: presto la decisione

Gli avvocati Carratelli e Caiazza hanno prodotto nuovi documenti che attesterebbero le condotte lecite dell'avvocato penalista, in qualità di amministratore rendese

Arresti a Cosenza, Marcello Manna davanti al Riesame: presto la decisione

Il sindaco sospeso di Rende, Marcello Manna, nella giornata del 27 settembre 2022, è comparso davanti al tribunale del Riesame di Catanzaro, accompagnato dagli avvocati Nicola Carratelli e Giandomenico Caiazza, che lo assistono nell’inchiesta antimafia coordinata dalla Dda di Catanzaro. Manna, com’è noto, si trova agli arresti domiciliari, a seguito dell’ordinanza eseguita il 1 settembre 2022, dall’ufficio inquirente diretto dal procuratore capo Nicola Gratteri.

Arresti a Cosenza, le accuse contro Marcello Manna

La Dda di Catanzaro accusa Marcello Manna di aver favorito il presunto gruppo mafioso riconducibile ad Adolfo D’Ambrosio, esponente del clan “Lanzino” di Cosenza, già condannato in via definitiva per associazione mafiosa, relativamente alla gestione del palazzetto dello sport di Rende. Delibera che in realtà il comune rendese, sotto la gestione Manna, non ha mai portato avanti nei termini in cui avrebbero voluto i soggetti indagati.

Arresti a Cosenza, nell’indagine c’è anche Pino Munno

Nell’inchiesta, tuttavia, è coinvolto anche l’ex assessore Pino Munno, sul quale il Tdl di Catanzaro si è già espresso, “ridimensionando” il quadro cautelare, con l’applicazione del divieto di dimora nella provincia di Cosenza, dopo aver trascorso circa 15 giorni ai domiciliari. Anche in questo caso Munno si è dichiarato estraneo a tutte le contestazioni, avendo presentato una corposa memoria difensiva con la quale ritiene di aver chiarito la sua posizione. Munno, nel procedimento penale è difeso dall’avvocato Enzo Belvedere.

Arresti a Cosenza, Marcello Manna difende il suo operato

Tornando a Marcello Manna, gli avvocati Carratelli e Caiazza hanno prodotto nuovi documenti che attesterebbero le condotte lecite dell’avvocato penalista, professione che non esercita da alcuni mesi e per la durata di un anno, all’indomani della decisione della Cassazione di confermare, in via cautelare, la misura dell’interdizione dalla professione, per l’inchiesta della procura di Salerno su Marco Petrini e il presunto “imbroglio” al processo per l’omicidio di Luca Bruni, in cui Francesco Patitucci sarebbe stato favorito da un accordo di natura illecita tra il suo legale e il presidente del collegio giudicante. A tal proposito, Patitucci, in riferimento al delitto di sangue di stampo mafioso, è stato assolto dalla Cassazione: la sentenza è passata in giudicato.

Manna, quindi, sostiene di aver tenuto sempre un comportamento lineare e lecito, evidenziando la correttezza del suo operato in qualità di amministratore del comune di Rende. Ora toccherà al Riesame valutare le carte l’ipotesi di reato di corruzione elettorale, per le Comunali del 2019, con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa. La decisione è attesa nelle prossime ore.

Arresti a Cosenza: le altre posizioni davanti al Tdl

Non c’era solo Marcello Manna dinanzi ai giudici cautelari di secondo grado. In aula sono sfilate anche le posizioni di Michele Di Puppo, ritenuto il braccio destro di Francesco Patitucci, Umberto Di Puppo, Alberto Superbo, Danilo Turboli, Alberto Turboli, Umile Lanzino, Orlando Scarlato, Marco D’Alessandro, Erminio Pezzi, Eugenio Satiro, Antonio Abruzzese (alias Struasciatappine), Rocco Abbruzzese, detto “Pancione” e Simone Greco. Nel collegio difensivo figurano, tra gli altri, Angelo Pugliese, Gianluca Garritano, Fiorella Bozzarello, Giorgia Greco, Antonio Quintieri, Mariarosa Bugliari, Andrea Sarro e Francesco Boccia.

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