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Cosenza, Ciglio scrive a Caruso: «Riapra la palestra della scuola di via Roma»

Il dirigente scolastico torna anche sulla riapertura della strada. «I ragazzi, che prima avevano uno spazio dove prendere aria e svolgere attività fisica, ora semplicemente non ce l’hanno più»

Cosenza, Ciglio scrive a Caruso: «Riapra la palestra della scuola di via Roma»

di Massimo Ciglio*

Gentile signor Sindaco, le scrivo a nome della scuola che dirigo e, con buona approssimazione, a nome dei genitori e delle famiglie dei bambini e delle bambine frequentanti l’Istituto Comprensivo “via Roma – Spirito Santo” e in particolare la scuola primaria “Lidya Plastina Pizzuti” di via Roma e la scuola secondaria di I grado “GB. Vico” di piazza Cappello. Si tratta di questo: in entrambi i plessi gli alunni non possono svolgere le previste attività di educazione fisica. In particolare la palestra della scuola di via Roma è chiusa, come le è noto, dal dicembre 2018. Ciò significa che a giugno 2023 i bambini e le bambine di un intero ciclo concluderanno la scuola primaria senza aver mai fatto esperienza, in spazi idonei e attrezzati, di attività motoria e sportiva, con un evidente danno alla loro crescita consapevole e globale, al loro diritto, costituzionalmente garantito, allo studio e alla formazione.

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Nel plesso di piazza Cappello, poi, non esiste proprio una palestra ma solo uno spazio aperto e per niente adatto e sicuro per i ragazzi. C’è poco da dire: noi adulti, pur consapevoli (a parole) dell’importanza di far acquisire ai nostri figli stili di vita che agevolino il loro benessere fisico e psichico e lo sviluppo armonioso della loro persona, poi ce ne dimentichiamo nelle nostre azioni quotidiane. Ed è una brutta cosa, specie se rivestiamo cariche nelle pubbliche istituzioni. Come peraltro è avvenuto nella questione della piazza: alla fine gli unici ad averci perso davvero sono stati loro, i ragazzi, che prima avevano uno spazio dove prendere aria e svolgere attività fisica e ora semplicemente non ce l’hanno più.

In quell’occasione molti di noi avevano capito che il suo ragionamento era più o meno questo: riapro il traffico veicolare su via Roma ma riapro pure la palestra. E tutto sommato poteva starci. Invece niente. In verità abbiamo fatto anche di più: abbiamo impoverito la città, visto che al termine delle attività didattiche quella palestra diventava un “luogo”, una sorta di quartier generale dello sport (al pomeriggio i bambini giocavano a basket, pallavolo, ping-pong, baseball, triathlon, scacchi), uno spazio dove si svolgevano incontri e feste (le comunità straniere, filippina soprattutto) oppure si allestivano mostre o semplicemente ci si riuniva. Sono tutte cose che lei conosce, che riguardano la qualità della nostra vita cittadina, e sulle quali sarebbe interessante potersi interrogare in tanti e approfonditamente. Ma oggi, in pieno spirito di collaborazione, le porrò solamente poche domande alle cui risposte è interessata non solo la scuola come istituzione pubblica ma anche una parte consistente della nostra comunità scolastica, che coincide quasi totalmente con cittadini elettori a cui il sindaco, per mandato, è in qualche modo tenuto a dare conto. Ecco le domande:

  • il progetto che il Comune ha presentato, più di un anno fa, nell’ambito del bando PNRR-Futura “La Scuola per l’Italia di domani”, nella parte relativa alla ristrutturazione della palestra della scuola primaria “L. P. Pizzuti” di via Roma, è stato approvato? Se sì: possiamo conoscere, e magari anche discutere, la parte esecutiva? Se non è stato approvato, possiamo sapere perché ? E cosa ha intenzione di fare il Comune per la palestra?
  • È possibile trovare insieme una soluzione per il plesso di scuola secondaria di I grado “GB: Vico” di piazza Cappello? Rifacciamo lo spazio nel cortile interno? Allestiamo uno spazio sui bellissimi terrazzi? Potremmo pensarci, e sono certo che genitori e famiglie troverebbero il modo di dare un contributo disinteressato all’ideazione e alla realizzazione, come fatto già per l’allestimento di una bella, civile, confortevole biblioteca di plesso.
  • Il Ministero dell’Istruzione, nell’ambito del PNRR – Scuola 4.0, ha assegnato alla nostra scuola circa 230 mila euro per azioni di rigenerazione innovativa degli ambienti di apprendimento. Abbiamo inviato un’inedita e sorprendente esperienza di progettazione partecipata che vede coinvolti personale scolastico, genitori, associazioni, cittadini: una vera ricchezza di idee, proposte, democrazia. Tutte le scuole della città, di ogni ordine e grado, hanno ricevuto finanziamenti simili. Anche il Comune, per la sua parte, è destinatario di fondi altrettanto cospicui. Affinché questa occasione non si trasformi in mera “edilizia scolastica” con vantaggi solo per pochi e svantaggi per gli altri, non le sembra opportuno avviare un’interlocuzione significativa con le comunità scolastiche non fosse altro che per razionalizzare le spese? O, in subordine, è possibile conoscere quali sono gli interventi che il Comune ha previsto sulla nostra scuola, anche allo scopo di evitare doppioni e ridondanze? Per esempio: come ufficialmente proposto dal nostro Consiglio di Istituto e comunicato al Comune un anno fa, a parte il ripristino della palestra, abbiamo chiesto di rigenerare il servizio refezione scolastica, a partire dalle sale dedicate al pranzo scolastico (mense). Che fine ha fatto quella nostra proposta? È stata presa in considerazione? (*dirigente scolastico)

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