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Il caso Santapaola finisce in tribunale. Negli scorsi mesi aveva scatenato clamore la notizia dell’esclusione, dalla squadra Primavera del Cosenza Calcio, di Pietro Santapaola. Il motivo era da ricercarsi nella famiglia del ragazzo, fra le più potenti afferenti a Cosa Nostra, ma lo stesso calciatore ha spesso dichiarato di essere assolutamente estraneo a qualsivoglia coinvolgimento mafioso. Così, assistito dal legale Salvatore Silvestro, Santapaola aveva sporto denuncia contro via degli Stadi per comportamento discriminatorio. È di oggi la notizia, riportata dal Corriere della Calabria, che il pm di Cosenza, Donatella Donato, ha ritenuto opportuno chiedere il rinvio a giudizio per il presidente Eugenio Guarascio e per Sergio Mezzina, responsabile del Settore Giovanile rossoblù.
Caso Santapaola, le parole del legale

Contattato telefonicamente dalla nostra redazione, lo stesso avvocato Silvestro ha così parlato: «In questo momento voglio solo limitarmi a dire che il Pubblico Ministero ha preso atto che quanto dichiarato nella denuncia fosse reale, sconfessando così le tesi difensive del Cosenza Calcio». La data prevista per l’udienza è quella del 6 ottobre prossimo. L’unica voce arrivata dalla società silana in merito alla vicenda, comunicata allo stesso legale, riguardava un possibile reintegro che, però, non ha mai avuto seguito, tanto che il ragazzo ha ricevuto un nullaosta per iniziare ad allenarsi con l’FC Messina.

