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Gennaro Tutino, attaccante del Cosenza, in attesa di capire quale sarà il suo futuro, visto che il prestito in rossoblù scade il prossimo 30 giugno, si è confessato con il portale Cronache di Spogliatoio. Ecco le sue parole
«Peccato per i legni»
«Se mi aspettavo una stagione così? Sinceramente sì, ho sempre creduto nelle mie qualità e so quello che posso dare. Penso che avrei potuto fare ancora meglio, tra pali e traverse colpiti. Sono un giocatore più maturo rispetto alla prima volta in cui sono venuto qui, sono più maturo anche in campo. Un calciatore, specialmente un attaccante, acquista queste doti con l’esperienza. Ho cambiato anche il modo di giocare, sono più attaccante di prima. Sono migliorato anche nella cattiveria e nello sfruttare le occasioni».
Provocazione azzurra
«Se ne sta parlando del fatto che sono l’italiano con più gol nel 2024. Ho letto l’appello e anche le dichiarazioni del mister, sinceramente non avrei mai pensato che gli sarebbe arrivata una cosa del genere, mi fa piacere che abbia potuto rispondere. Conosco ed ho avuto onore di potermi allenare con lui, anche se per poco. Non ci ho sperato, sicuramente mi è venuto da ridere. Sarebbe un sogno non di Tutino, ma di chiunque andare Nazionale. E’ stato un onore per me da tifoso, aver avuto la possibilità di fare il ritiro con lui. Potevo rimanere, ci avevo parlato, in pochi mesi ho potuto capirne la grandezza e lo spessore come allenatore. A Napoli – continua Tutino – è riuscito a fare una cosa impensabile. Per me è come parlare dell’allenatore più forte del mondo».
Dagli inizi fino ad oggi
«Da ragazzo avevo la testa un po’ così… e avevo la cresta. Avevo 17 anni. Benitez mi disse: ‘Se non ti tagli i capelli non ti faccio più allenare con i grandi’, ma alla fine sono andato via in prestito quindi non me li sono tagliati! Una volta, in allenamento, feci due dribbling su Behrami aspettandolo per il terzo. Poco dopo lui mi falciò, entrandomi sulle gambe. E mi disse: ‘Hey, io ho 30 anni e non mi faccio prendere in giro da te’. Alla fine però tutto si risolse per il meglio e la prendemmo a ridere». Oggi è tutto un altro Tutino: «Questo step l’ho fatto in campo quest’anno, adesso mi sento pronto come giocatore; ma quello del sacrificio e dell’alimentazione, quello penso di averlo fatto da parecchio, dopo aver avuto infortuni da giovane, verso i 22/23 anni ero indirizzato su questa strada qui. Negli ultimi due anni ho avuto anche una questione tattica che mi ha penalizzato, ma non voglio pensare al passato».
Il gol su punizione allo Spezia
«Nella partita contro lo Spezia mancava Calò, che solitamente batte le punizioni. Siamo andati sul pallone io, Marras e Antonucci. Dovevamo scegliere chi avrebbe calciato. Mi hanno chiesto: ‘Dove la vuoi tirare?’. Gli ho risposto: ‘Marras, vai già verso la curva per esultare che la metto all’incrocio’. Ho segnato».

