L’ordinanza del sindaco Pino Capalbo riguarda numerose zone, comprese aree del centro. La relazione tecnica era stata trasmessa agli uffici comunali ieri alle 17.43, ma comunicata alla popolazione solo questa mattina sui social dopo le 11: e chi non li usa come viene informato?
Tutti gli articoli di Cronaca
PHOTO
Il Comune di Acri
Prima il blackout delle comunicazioni, poi le difficoltà nei rifornimenti di carburante e adesso l’acqua. Ad Acri, nel giro di pochi giorni, si susseguono le criticità che coinvolgono servizi essenziali e complicano la quotidianità di cittadini, famiglie e attività economiche. L’ultima riguarda la rete idrica: in diverse zone della città non si può utilizzare l’acqua né per bere e cucinare né per l’igiene personale.
Con l’ordinanza sindacale numero 29 del 15 ottobre, il sindaco Pino Capalbo ha disposto il divieto di utilizzo dell’acqua per uso potabile, alimentare e igienico-sanitario nelle aree interessate. In concreto, per i residenti coinvolti non si tratta soltanto di rinunciare a un bicchiere d’acqua del rubinetto o per scopi alimentari: il divieto riguarda anche gli usi legati all’igiene personale, compreso lavarsi. Una restrizione che incide direttamente sulla vita domestica e che richiede indicazioni chiare su come comportarsi fino al ritorno alla normalità. Alla base del provvedimento ci sono alcune non conformità emerse dalle analisi effettuate dalla società Analiticals Controls S.r.l. su campioni prelevati il 6 ottobre. In tre dei quattro punti esaminati, i valori di torbidità hanno superato il limite di riferimento di 1 NTU: 1,4 al serbatoio di Logna, 2,9 a Ferrante e 1,6 a San Martino. Conforme, invece, il campione relativo al serbatoio di Serradibuda.
Il divieto interessa le zone di Cappuccini, Padia, Logna, Casalicchio, San Francesco, piazza Sprovieri, Viola, Pompìo, Ferrante, Conca, Pastamolla, Pezzadionica, Cantinella e San Martino. Non soltanto aree periferiche, dunque, ma anche porzioni del centro urbano. Tra gli aspetti da chiarire c’è inoltre la situazione dell’ospedale di Acri, che si trova in una zona servita dalla rete interessata dal provvedimento e per il quale è importante verificare quali siano le effettive conseguenze e le eventuali misure adottate.
A far discutere sono anche i tempi e le modalità della comunicazione. La relazione tecnica sulla qualità dell’acqua è stata trasmessa agli uffici comunali alle 17.43 di ieri, 14 ottobre, mentre l’avviso del divieto è stato segnalato soltanto questa mattina, dopo le 11. Al momento, il sindaco si è limitato a una comunicazione attraverso i social network. Ma chi non li utilizza come viene informato? Come possono anziani, cittadini meno digitalizzati o semplicemente persone che non consultano abitualmente le piattaforme online sapere che l’acqua del rubinetto non può essere utilizzata neppure per lavarsi? È un interrogativo che accompagna un provvedimento di evidente impatto sulla vita quotidiana. Quando sono in gioco indicazioni sanitarie e restrizioni relative a un servizio essenziale, la tempestività dell’avviso e la possibilità di raggiungere tutta la popolazione diventano aspetti centrali. Insomma, oltre all’emergenza, resta aperta una questione concreta: un avviso sui social può raggiungere molti cittadini, ma come si informa chi non li usa?
L’ordinanza è stata trasmessa alla Polizia municipale e al Dipartimento di prevenzione dell’Asp di Cosenza e resterà in vigore fino all’accertamento del ripristino dei parametri di conformità. L’emergenza idrica arriva dopo il blackout della rete telefonica e internet registrato nei giorni scorsi. L’interruzione, durata oltre 48 ore, aveva provocato disagi a cittadini, professionisti, commercianti, scuole e uffici pubblici. Sul caso era intervenuto lo stesso Capalbo, firmando una diffida nei confronti di Telecom. La situazione è poi tornata alla normalità. Da ieri, inoltre, si registrano difficoltà nei rifornimenti di carburante, segnalate in gran parte della Calabria, con preoccupazioni per le possibili ripercussioni sulla mobilità e sul regolare svolgimento di alcuni servizi, tra cui il trasporto scolastico.

