Una protesta contro il caro vita e l’aumento dei prezzi che, secondo i promotori, sta colpendo con maggiore intensità le famiglie calabresi. La manifestazione si è svolta questa sera lungo corso Mazzini, nel centro di Cosenza, con la partecipazione de La Base Cosenza.

A spiegare le ragioni della mobilitazione è Vittoria Morrone, che richiama le condizioni economiche e sociali della regione, il costo dei carburanti e la dipendenza dall’automobile determinata dalle carenze del trasporto pubblico.

Protesta contro il caro vita su corso Mazzini a Cosenza. Vittoria Morrone de La Base: «Le famiglie calabresi sono veramente in ginocchio».

«Siamo qui oggi perché la vita in Calabria è diventata insostenibile. Questi rincari stanno colpendo una regione già piegata da politiche sociali praticamente inesistenti», afferma Morrone.

«Cinque calabresi su dieci a rischio povertà»

La rappresentante de La Base pone al centro della protesta il disagio economico delle famiglie e il rischio di esclusione sociale.

«Non ci dimentichiamo che cinque calabresi su dieci sono a rischio povertà ed emarginazione sociale», sostiene Morrone.

Secondo la manifestante, gli aumenti dei prezzi producono conseguenze differenti a seconda delle condizioni di partenza dei territori. La Calabria, già caratterizzata da fragilità occupazionali e sociali, sarebbe maggiormente esposta agli effetti dell’inflazione.

«Abbiamo i tassi di inflazione più alti di tutta Italia e soprattutto il carburante in questa regione costa più che in tutta Italia. Quindi i rincari colpiscono tutta l’Italia, ma non colpiscono tutti nello stesso modo», dichiara.

Il peso dei carburanti e la dipendenza dall’automobile

Uno dei temi sollevati nel corso della protesta riguarda il costo degli spostamenti. Morrone evidenzia come la carenza di collegamenti pubblici costringa una parte consistente della popolazione a utilizzare l’automobile anche per raggiungere servizi essenziali.

«Qui per fare qualsiasi cosa, per andare in ospedale, per andare a scuola, per andare al lavoro, dipendiamo dalla macchina perché, lo vediamo, il trasporto pubblico non esiste», afferma la rappresentante de La Base.

Nel suo intervento viene richiamata anche la vicenda Amaco, l’azienda del trasporto pubblico urbano di Cosenza finita in liquidazione giudiziale. «Lo abbiamo visto, per esempio, con la questione Amaco: è evidente», aggiunge Morrone.

Il costo del carburante, in questo quadro, non inciderebbe soltanto sugli spostamenti privati, ma sull’accesso al lavoro, alla formazione e ai servizi sanitari.

L’appello a Governo e Regione

La manifestazione di corso Mazzini si rivolge sia al Governo nazionale sia al presidente della Regione Calabria. La richiesta è quella di adottare misure capaci di ridurre il peso dei rincari e rafforzare le politiche sociali.

«Oggi abbiamo bisogno di dire a questo Governo e a questo presidente della Regione che così noi non possiamo più andare avanti», afferma Morrone.

La difficoltà delle famiglie viene sintetizzata attraverso una situazione sempre più frequente durante la spesa quotidiana: «Le persone, invece che mettere le cose nel carrello, devono decidere che cosa togliere e le famiglie calabresi sono veramente in ginocchio».

«In piazza lavoratori, famiglie e studenti»

Morrone esprime sostegno anche alle proteste degli agricoltori, ma invita a estendere la mobilitazione alle altre componenti della società.

«Bene sicuramente, in questi giorni, le proteste degli agricoltori, ma sicuramente anche la società civile deve scendere in piazza», dichiara.

L’appello è rivolto a «lavoratori, lavoratrici, famiglie, precari, giovani e studenti», categorie alle quali, secondo la rappresentante de La Base Cosenza, viene oggi negata «una vita dignitosa».