Il movimento interviene dopo la decisione della magistratura: «Una persona affidata a una struttura per essere protetta non dovrebbe morire senza che restino risposte chiare per la famiglia»
Tutti gli articoli di Cronaca
PHOTO
«Non possiamo accettare questa sentenza». È la posizione espressa dal movimento La Base dopo la decisione della magistratura relativa alla vicenda di Salvatore Iaccino, deceduto dopo essersi allontanato dalla struttura nella quale era ricoverato.
In una nota, il movimento sostiene che la decisione «lascia senza risposta una domanda semplice e drammatica: chi doveva proteggere Salvatore Iaccino?»
Secondo La Base, Iaccino era «una persona fragile, ricoverata in una struttura che aveva il compito di assisterlo, vigilare su di lui e garantirne l'incolumità». Da qui l'interrogativo posto dal movimento: «Se una persona entra in una struttura protetta e ne esce senza vita, è inevitabile chiedersi dove si sia spezzato il sistema e chi abbia realmente garantito la sua sicurezza».
Pur prendendo atto dell'esito giudiziario, La Base evidenzia che «la vicenda non può essere considerata un caso isolato», sostenendo la necessità di una riflessione sul funzionamento delle strutture deputate all'assistenza delle persone più vulnerabili.
«Chi ha il dovere di prendersi cura delle persone più fragili deve farlo con responsabilità, vigilanza e conseguenze reali quando questo non accade», si legge ancora nella nota.
Il movimento annuncia infine che continuerà a sostenere la famiglia di Salvatore Iaccino, ribadendo l'impegno «a chiedere giustizia e a fare in modo che episodi come questo non si ripetano più».

