Il maltempo frena la mobilitazione nazionale, in piazza circa 300 persone. Il promotore Giancarlo Greco alla Regione: «15 milioni sono elemosina». Nel mirino il caro carburanti, i fondi regionali giudicati insufficienti e l’accordo Mercosur. «Se non arrivano risposte, porteremo la protesta a Roma»
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Complice il maltempo l'attesa invasione di manifestanti e mezzi agricoli per la manifestazione nazionale contro il caro vita indetta a Cosenza dai movimenti autonomi popolari già attivi con alcuni presidi in diverse zone della Calabria, non c'è stata. Circa trecento i partecipanti all'iniziativa per ribadire le drammatiche condizioni attraversate dal comparto e per chiedere alle istituzioni politiche adeguate a fronteggiare la crisi innescata soprattutto dall'aumento spropositato dei costi del carburante.
Greco: «Dalla Regione un’elemosina, Occhiuto e Gallo smettano di pensare ai reel»
Il principale promotore dell'iniziativa, Giancarlo Greco, amplia l'orizzonte, sottolineando come le problematiche non siano ristrette a una singola compagine di imprenditori: «Riguarda tutta la società civile - sottolinea -, Chiunque vada a fare la spesa si rende conto di non avere più i soldi per arrivare a fine mese. Siamo al disastro e non possiamo più mantenere questa situazione.
Al presidente Roberto Occhiuto e all'assessore Gianluca Gallo - ha aggiunto - chiedo di sedersi a un tavolo vero: le cose non si fanno per girare i reel, ma per risolvere i problemi della gente. I 15 milioni di euro stanziati sono solo elemosina, una manciata di centesimi al litro di fronte a rincari enormi, fumo negli occhi che non basta neanche per un mese a coprire i costi di agricoltori, pescatori e autotrasportatori. Gli agricoltori hanno fatto grande l'Italia — ha tuonato Greco - e oggi sono costretti a tenere i trattori spenti perché accenderli significa perdere soldi. A Roma pensano che stiamo scherzando, ma la gente sta morendo di fame. Nel 2024 siamo stati presi in giro dal ministero e dalle associazioni con promesse di tavoli tecnici che sono rimasti arrugginiti».
Tra le rivendicazioni principali, Greco ha rilanciato la battaglia contro l'accordo Mercosur e la concorrenza sleale, chiedendo interventi fiscali immediati: «Chiediamo l'eliminazione dell'Iva e di tutte le accise sul gasolio agricolo, della pesca e dell'autotrazione. Non siamo in una situazione normale, siamo in guerra. Da Cosenza daremo una data per una grande manifestazione a Roma: se i problemi non verranno risolti, la mobilitazione, che coinvolge già Puglia, Sicilia, Basilicata, Campania e Lazio, arriverà nella Capitale». Presente alla manifestazione anche Danilo Calvani, tra i protagonisti della battaglia dei forconi del 2024.
Calvani (Forconi): «Le associazioni di categoria hanno abbandonato gli agricoltori»
«La Calabria ha realizzato un capolavoro organizzativo, proseguendo quella mobilitazione - ha detto -. Accordi come il Mercosur o i 'corridoi verdi' permettono l'ingresso di merce senza il rispetto delle nostre norme sanitarie, lavorative e sulla sicurezza alimentare, distruggendo le nostre aziende e mettendo a rischio la salute delle famiglie. Inoltre, la gestione dei fondi Pac europei attraverso i centri di assistenza agricola dei sindacati tradizionali avviene senza reali obblighi di rendiconto».
Durissimo anche il commento di Calvani sulla scarsa attenzione mediatica nazionale e sul ruolo dei sindacati agricoli. «Mentre la stampa locale segue da vicino la disperazione dei cittadini, l'informazione nazionale e il servizio pubblico continuano ad occuparsi di tutt'altro mentre la gente sta morendo di fame. Le associazioni di categoria, dal canto loro, hanno abbandonato gli agricoltori per schierarsi sempre col governo di turno, di destra o di sinistra che sia. Ma faremo arrivare la nostra voce sui tavoli di Roma, è una battaglia che riguarda tutti», ha concluso. Ha portato un saluto il sindaco di Cosenza Franz Caruso.



