La Corte d’Appello di Catanzaro, seconda sezione penale, ha sostituito la misura della custodia cautelare in carcere nei confronti di Cosimo Bevilacqua, imputato nel processo Reset, disponendo gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

L’ordinanza è stata emessa il 14 luglio 2026 e depositata il giorno successivo. Il collegio, presieduto da Alessandro Bravin, con i consiglieri Assunta Maiore e Carmela Tedesco, ha accolto l’istanza di sostituzione della misura cautelare avanzata dal penalista Gianpiero Calabrese, prendendo atto anche del parere favorevole della Procura generale.

Bevilacqua si trova detenuto dal 1° settembre 2022. Nel motivare la decisione, la Corte ha valorizzato il lungo periodo di custodia cautelare già sofferto, il ruolo attribuito all’imputato nell’ambito del procedimento, l’avvenuta richiesta di concordato in appello e l’efficacia deterrente della condanna pronunciata in primo grado.

Secondo i giudici, pur permanendo esigenze cautelari legate al rischio di reiterazione dei reati, queste possono essere adeguatamente fronteggiate con una misura meno afflittiva rispetto alla detenzione in carcere.

Per tali ragioni, la Corte ha disposto gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico presso l’abitazione di Torano Castello, ordinando l’immediata scarcerazione dell’imputato, difeso dall’avvocato Gianpiero Calabrese, salvo che risulti detenuto per altra causa.

L’ordinanza precisa che la liberazione dovrà avvenire anche nell’eventualità in cui il dispositivo elettronico non sia immediatamente disponibile, prevedendone l’applicazione in un momento successivo.

Bevilacqua dovrà raggiungere autonomamente il domicilio indicato, senza scorta e percorrendo l’itinerario più breve. Gli è stato inoltre imposto il divieto di allontanarsi dall’abitazione senza autorizzazione del giudice e di comunicare con persone diverse da quelle conviventi o che gli prestano assistenza.

Le attività di controllo e vigilanza sono state delegate alla Stazione dei Carabinieri territorialmente competente.