La Procura di Pavia già nelle prossime settimane potrebbe chiedere il rinvio a giudizio per Andrea Sempio in base agli esiti delle nuove indagini: ecco perché
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A distanza di anni dalla condanna definitiva, il caso dell’omicidio di Chiara Poggi torna al centro dell’attenzione giudiziaria. Alberto Stasi, in carcere dal 2015 per il delitto avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco, potrebbe ottenere una revisione del processo.
Giovedì 24 aprile la procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, insieme all’avvocato generale Lucilla Tontodonati, ha incontrato il procuratore di Pavia Fabio Napoleone. Un confronto durato circa 45 minuti, durante il quale si è discusso degli sviluppi più recenti dell’indagine.
Secondo quanto dichiarato dalla stessa Nanni, nelle prossime settimane la Procura di Pavia trasmetterà un’informativa completa. Solo dopo l’analisi degli atti, la Procura generale valuterà se richiedere formalmente la revisione del processo alla Corte d’appello di Brescia. Un percorso che si preannuncia complesso e non rapido.
Alla base della possibile svolta ci sarebbero nuovi elementi emersi da consulenze tecniche e analisi delle tracce di sangue (Bloodstain Pattern Analysis). Tra questi, un’impronta di scarpa Lacoste attribuita a Stasi, rinvenuta tra l’antibagno e il telefono della villetta, che suggerirebbe la sua presenza sulla scena solo dopo il ritrovamento del corpo, e non durante l’omicidio.
Un altro punto cruciale riguarda l’orario della morte. La consulenza della medico legale Cristina Cattaneo lo colloca più avanti rispetto a quanto stabilito nei processi, tra le 10:30 e le 12:00, con maggiore probabilità tra le 11 e le 11:30. Questo spostamento potrebbe escludere ulteriormente Stasi, che fu condannato proprio in base a una finestra temporale precedente, in cui non aveva un alibi.
Le nuove analisi suggerirebbero inoltre l’uso di più armi nell’aggressione. Dubbi emergono anche sulla gestione dei reperti: la presenza di DNA di Chiara Poggi sui pedali di una bicicletta, in quantità simile a quella rilevata su un cucchiaino, potrebbe indicare uno scambio o una contaminazione.
Altri elementi chiamano in causa Andrea Sempio, amico del fratello della vittima. Secondo approfondimenti del RIS, un’impronta (la numero 33) sarebbe riconducibile a lui. Inoltre, una perizia sul DNA trovato sotto le unghie della vittima indicherebbe una compatibilità con la sua linea paterna.
Gli inquirenti, invece, sembrano escludere piste alternative emerse negli ultimi mesi, tra cui il coinvolgimento di altri familiari o ipotesi legate a contesti esoterici.
Alla luce di questi sviluppi, la posizione di Andrea Sempio potrebbe aggravarsi, mentre prende forma l’ipotesi di una revisione del processo che ha portato alla condanna di Alberto Stasi. Il caso di Garlasco, a quasi vent’anni dai fatti, resta dunque ancora aperto.

