La tutela occupazionale dei lavoratori provenienti da Amaco rappresenta un risultato importante, ma adesso occorre migliorare la qualità del trasporto pubblico a Cosenza. È la posizione espressa dalla consigliera comunale Bianca Rende dopo la definizione della vertenza relativa all’azienda cittadina di mobilità.

«La risoluzione della vertenza del trasporto pubblico locale a Cosenza, arrivata al “fotofinish”, rappresenta indubbiamente un passaggio fondamentale per la coesione del territorio», afferma la consigliera.

Rende accoglie positivamente la continuità occupazionale assicurata ai dipendenti che, dopo il fallimento di Amaco, hanno attraversato una lunga fase di incertezza economica e personale. Secondo la consigliera, però, l’esito non deve impedire una valutazione critica della gestione della crisi.

Le critiche sui tempi della vertenza

Per Bianca Rende, le soluzioni individuate per tutelare il personale avrebbero potuto essere attuate prima. La definizione raggiunta soltanto nella fase conclusiva avrebbe prolungato inutilmente le preoccupazioni dei lavoratori e delle loro famiglie.

«Riconoscere questo ritardo non significa fare polemica strumentale, ma rilevare una criticità metodologica. La tutela dei diritti fondamentali come quello alla mobilità e al lavoro non dovrebbe mai essere ridotta a una corsa contro il tempo», sostiene.

La consigliera distingue quindi la salvaguardia dei posti di lavoro dalle questioni patrimoniali e gestionali rimaste aperte. «Il salvataggio dei posti di lavoro, per quanto prioritario, non cancella il dato storico e patrimoniale: Cosenza ha perso la sua azienda storica di trasporto pubblico».

La richiesta di fare chiarezza sul dissesto

Secondo Rende, Amaco rappresentava un patrimonio collettivo costruito durante decenni di attività, oltre che una risorsa economica e logistica della comunità urbana.

La consigliera attribuisce il collasso finanziario e strutturale della società a «gestioni disinvolte e improduttive, portate avanti per anni» e sollecita una ricostruzione delle decisioni che hanno condotto al dissesto.

«Rianalizzare la catena di decisioni che ha condotto al dissesto è un atto di rispetto verso i cittadini e un passaggio indispensabile per evitare che gli stessi errori si ripetano sotto altre forme», evidenzia.

Si tratta di valutazioni politiche formulate dalla consigliera comunale. Nella nota non sono contenute repliche dell’amministrazione o dei precedenti vertici della società.

Un nuovo Piano urbano della mobilità

Superata la fase emergenziale, Rende invita a concentrare l’attenzione sulla puntualità delle corse, sulla copertura dell’intero territorio e sulle necessità delle persone che non dispongono di un mezzo proprio.

Tra le proposte figura un Piano urbano della mobilità capace di ridisegnare percorsi e frequenze sulla base dei flussi reali della popolazione, collegando il centro, le periferie e la zona universitaria.

La consigliera chiede inoltre di programmare risorse certe per rinnovare il parco mezzi e favorire la transizione ecologica della flotta.

Paline intelligenti e tracciamento dei mezzi

Un ulteriore punto riguarda la digitalizzazione. Le misure indicate comprendono paline intelligenti, tracciamento in tempo reale degli autobus e sistemi di bigliettazione integrata.

«Festeggiare la tutela dei lavoratori è giusto e doveroso, ma confondere il salvataggio degli stipendi con la risoluzione dei problemi strutturali della mobilità cosentina sarebbe un errore strategico», conclude Rende.