La cosa che considero più importante è che si stia sviluppando un confronto sul futuro della Federazione del PD di Cosenza. Che si sia individuata nel mio nome una possibile sintesi, dopo un percorso di militanza vera vissuto insieme a tante ragazze e ragazzi che hanno condiviso un pezzo importante della propria vita politica all'interno del Partito Democratico, certamente mi onora. Tuttavia lo considero soprattutto il segnale di una volontà diffusa di superare lo stallo e di rimettere il partito al centro, mettendolo nelle condizioni di affrontare con maggiore efficacia le sfide che lo attendono.

Spero davvero che si riesca a evitare l’ennesimo commissariamento della Federazione. Una comunità politica cresce quando è chiamata a confrontarsi, decidere e assumersi la responsabilità delle proprie scelte. In questo contesto, se il mio nome, così come ogni profilo capace di costruire una sintesi più ampia possibile, può aiutare il partito a ritrovare una prospettiva condivisa, credo che quella soluzione vada sostenuta con responsabilità, in un percorso di collaborazione con i livelli regionali e nazionali del partito. Rinunciare ad assumerci la responsabilità del nostro futuro significherebbe continuare a indebolire il Partito Democratico fino a svuotarne il ruolo politico e sociale nella nostra provincia.

Serve poi un PD nel quale le scelte politiche tornino a essere il frutto del confronto e delle decisioni assunte dai suoi organismi dirigenti, e non la semplice ratifica di orientamenti già definiti in altre sedi. Un partito che svolga pienamente la propria funzione di elaborazione politica e di definizione delle scelte collettive, senza tuttavia ritenersi autosufficiente.

Per questo, accanto agli organismi statutari, immagino si debba lavorare all’istituzione di una Conferenza degli amministratori e di una vera e propria Agorà del centrosinistra. La prima per riportare il confronto politico sulle scelte amministrative all’interno del PD, nel rispetto della distinzione tra il ruolo del partito, chiamato a elaborare la linea politica, e quello degli amministratori, chiamati a tradurla nell’azione di governo, contribuendo alla costruzione di una linea politica condivisa attraverso un dialogo stabile con gli organismi dirigenti.

La seconda come appuntamento periodico, aperto e permanente, nel quale il Partito Democratico ascolti il civismo, il mondo dell’associazionismo, del volontariato, della cultura, delle professioni e tutte le energie che si riconoscono nei valori del centrosinistra, al fine di raccogliere idee, esperienze e proposte che contribuiscano alla costruzione di una prospettiva condivisa per la provincia di Cosenza.

Abbiamo bisogno di un gruppo dirigente che lavori esclusivamente per il partito. Non per conservare posizioni o costruire percorsi personali, ma per restituirgli il ruolo politico e sociale che merita, coinvolgendo tutta la comunità democratica in un impegno collettivo per radicarlo nuovamente nei territori e fare in modo che nessuno si senta escluso da questo percorso. Tutto questo non serve soltanto a rafforzare il PD, ma a mettere la nostra provincia nelle condizioni di affrontare le sfide che ha davanti con una classe dirigente più solida, una proposta politica più aperta e una visione di governo più credibile.

Infine, ciò che considero più importante, a prescindere da chi avrà l’onere di guidare la Federazione, è che il PD torni a parlarsi al proprio interno e non a mezzo stampa. Ritengo che molte delle difficoltà che abbiamo vissuto siano state rese più profonde da un’assenza di discussione. Troppo spesso abbiamo discusso gli uni degli altri invece che gli uni con gli altri e, in alcuni momenti, abbiamo finito persino per credere alla caricatura di chi ci dipinge come una comunità incapace di dialogare e destinata a dividersi.

Per questo ritengo che il partito abbia bisogno di regole, organismi pienamente funzionanti e luoghi di confronto permanenti che non cancellino il pluralismo, ma, al contrario, lo facciano esprimere in modo ordinato, trasparente e costruttivo. È così che una comunità politica cresce, ritrova fiducia in sé stessa e costruisce le condizioni per lavorare insieme.
Francesco De Luca, dirigente Pd Cosenza