Dibattito tutto interno a Fratelli d’Italia dopo l’inaspettata invasione di campo del parlamentare che si era posto in modo completamente opposto all’indirizzo politico portato avanti dal partito in Consiglio comunale
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Non è passata inosservata l’invasione di campo fatta dal parlamentare Alfredo Antoniozzi su Rende, dove l’opposizione guidata da Fratelli di Italia ha dato un chiaro indirizzo al prorpio ruolo politico. Le parole del deputato, che ha invitato Pricnipe a fungere da padre nobile come De Luca, non sono piaciute a nessuno in seno alla minoranza. A rispondere, in questo battage interno al partito con la fiamma, è Marco Ghionna: il candidato a sindaco sconfitto.
«Altro che padri nobili - ha evidenziato - qui servirebbe solo buon senso. Poi possiamo parlare di tutto. Leggo con interesse le dichiarazioni dell’onorevole Antoniozzi su Sandro Principe e sul ruolo che dovrebbe avere come “padre nobile” della città. Personalmente, più che un padre nobile, da sindaco mi aspetterei semplicemente una buona amministrazione: meno propaganda, meno convegni, meno filosofia astratta, meno demagogia socio politica, meno offese gratuite, meno atteggiamenti da Marchese del Grillo, meno autoreferenzialità e tanta più attenzione ai problemi quotidiani di Rende, alla manutenzione del territorio, alla sicurezza, alla programmazione delle opere pubbliche e alla trasparenza amministrativa».
«Ad Antoniozzi ricordo inoltre che il suo stimato Principe, in più occasioni, di fronte a una minoranza che svolge con serietà il proprio ruolo di controllo e di proposta, ha preferito rispondere con epiteti come “fascisti” o “figli della Repubblica di Salò” anziché entrare nel merito delle questioni sollevate. Un atteggiamento - precisa Ghionna - che, francamente, ha poco del “padre nobile” e molto dello zio polemico e saccente delle riunioni di famiglia: sempre pronto all’etichetta, ma meno disponibile al confronto sui contenuti. Più che di padri nobili, Rende oggi avrebbe bisogno di amministratori capaci di trasformare le promesse in risultati».
«A Sandro Principe - prosegue il leader della minoranza - politico nessuno nega il peso della storia. A Sandro Principe Sindaco, però, spetta il giudizio sul presente. E il presente racconta una città che attende ancora risposte su manutenzione, sicurezza, decoro urbano, trasparenza amministrativa e programmazione delle opere pubbliche, oltre quelle ereditate progettate e finanziate da altri, grazie ai quali troppo spesso si costruisce una narrazione da grande amministratore senza che vi sia un effettivo merito dell'attuale governo cittadino».
«Ci sarà poi tempo anche per affrontare altri temi politici che stanno tornando nel dibattito cittadino, a partire dall’Unione dei Comuni e dalla Città Unica. Temi sui qual Antoniozzi conosce bene il peso che hanno avuto nella recente campagna elettorale e nell’esito delle elezioni, e che oggi vengono riproposti dallo stesso Sindaco come prospettiva politica per il futuro della città. Su questo, prima o poi, sarà inevitabile un chiarimento politico davanti ai cittadini» ha concluso.


