La sanità territoriale calabrese torna al centro del confronto politico con una richiesta formale di audizione depositata dalla consigliera regionale di Casa Riformista – Italia Viva, Filomena Greco, al presidente della III Commissione consiliare – Sanità, Attività Sociali, Culturali e Formative. Al centro dell’iniziativa ci sono lo stato di attuazione delle Case di Comunità, degli Ospedali di Comunità e delle Case della Salute, cioè i presìdi di prossimità previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza per rafforzare la medicina territoriale.

Secondo Greco, i ritardi accumulati dalla Calabria e le incertezze sulla sorte di risorse già stanziate rendono sempre più difficile il rispetto della scadenza europea fissata al 30 giugno 2026, termine entro cui queste strutture dovrebbero essere realizzate o rese operative.

Greco chiede una seduta urgente in Commissione

La consigliera regionale chiede che la Commissione convochi in audizione il presidente della Regione Roberto Occhiuto, l’assessore Minenna e i direttori generali delle cinque Asp calabresi, per chiarire lo stato reale della sanità territoriale e verificare il livello di avanzamento dei progetti.

Nel testo della richiesta, Greco sottolinea che Case di Comunità, Ospedali di Comunità e Case della Salute rappresentano strumenti decisivi per garantire assistenza vicino ai cittadini, alleggerire i pronto soccorso e provare a contrastare la migrazione sanitaria verso altre regioni. In Calabria, dove la rete dei servizi di prossimità viene descritta tra le più fragili d’Italia, questi interventi vengono indicati come cruciali.

I numeri contestati: poche strutture operative

La richiesta di audizione si fonda su dati molto netti. Al 31 dicembre 2025, su 63 Case di Comunità previste in Calabria, solo 2, pari al 3,2%, offrirebbero almeno un servizio attivo, a fronte di una media nazionale del 45,5%. Sul fronte degli Ospedali di Comunità, su 20 previsti, ne risulterebbe operativo uno solo, contro una media nazionale del 27%.

A questo quadro si aggiunge un ulteriore elemento politico e amministrativo: il portale istituzionale della Regione Calabria dedicato al Pnrr, secondo quanto evidenzia Greco, non verrebbe aggiornato dal 15 luglio 2025.

È proprio su questa combinazione di ritardi, dati e mancanza di aggiornamenti che la consigliera costruisce la propria iniziativa, chiedendo trasparenza e risposte ufficiali in sede istituzionale.

Il caso dei 37 milioni per Cariati e San Marco Argentano

Uno dei punti più delicati della richiesta riguarda la vicenda dei fondi destinati alle Case della Salute di Cariati e San Marco Argentano. Greco richiama il Decreto Dirigenziale n. 4504 del 29 marzo 2023, con cui la Regione ha disposto il disimpegno di 37.627.332,43 euro inizialmente iscritti sul capitolo di bilancio regionale collegato al progetto “Rete Regionale Case della Salute”, a valere sul Por Calabria Fesr-Fse 2014-2020.

Secondo la risposta fornita dalla Regione a una sua interrogazione consiliare il 26 marzo 2026, l’Asp di Cosenza non avrebbe espletato le procedure per la contrattualizzazione dei lavori nei termini previsti, né predisposto le schede necessarie per inserire gli interventi nella programmazione Por Calabria 2021-2027.

Greco sottolinea inoltre che la copertura finanziaria alternativa, pur evocata, non sarebbe stata indicata in alcun atto pubblico accessibile.

Le parole di Filomena Greco

La consigliera regionale motiva così la richiesta di audizione, collegando i dati sul ritardo dei presìdi territoriali alla questione dei fondi disimpegnati.

«Chiedo che la Commissione convochi con urgenza il presidente Occhiuto, l'assessore Minenna e i direttori generali delle cinque ASP calabresi. Non si tratta di polemica politica. Si tratta di capire perché su 63 Case di Comunità previste solo 2 sono operative, perché i cantieri non avanzano, perché il sito istituzionale della Regione è fermo da nove mesi e soprattutto dove sono finiti i 37 milioni di euro disimpegnati nel 2023».

Nel passaggio successivo, Greco insiste sulla mancanza di chiarezza amministrativa.

«La Regione dice che i fondi ci sono, ma non indica su quale atto, su quale capitolo, con quale fonte alternativa».

La consigliera richiama poi una dichiarazione pubblica del presidente della Regione.

«Il 4 giugno 2022 Occhiuto dichiarò pubblicamente che le risorse per Cariati e San Marco Argentano c'erano e che non ci sarebbe stato nessun passo indietro. Venti giorni dopo scadevano i termini. I fondi sono andati perduti».

Infine, Greco attribuisce direttamente all’attuale governance regionale la piena responsabilità politica e amministrativa del sistema sanitario calabrese.

«Dopo la revoca del commissariamento, Occhiuto ha la piena titolarità politica e amministrativa del sistema sanitario calabrese. Non ci sono più strutture commissariali dietro cui ripararsi, non ci sono più alibi. C'è solo la responsabilità di chi governa. E i calabresi hanno il diritto di sapere».