Dopo lo scontro sulla legge elettorale, il deputato calabrese di Futuro Nazionale finisce al centro di una doppia polemica. Le opposizioni lo accusano di aver pronunciato il nome di Hitler in Aula, mentre la Camera valuta possibili sanzioni anche per i filmati realizzati durante la votazione segreta
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La tensione esplosa alla Camera sulla riforma della legge elettorale continua a produrre effetti politici e istituzionali. Al centro delle nuove polemiche c'è il deputato di Futuro Nazionale Domenico Furgiuele, chiamato in causa dalle opposizioni per un presunto episodio avvenuto durante il dibattito in Aula, mentre parallelamente la presidenza di Montecitorio sta valutando eventuali provvedimenti disciplinari legati ai video registrati durante una votazione segreta.
«Ha nominato Hitler», le accuse rivolte a Furgiuele
La contestazione più pesante riguarda quanto sarebbe accaduto nel corso della discussione parlamentare successiva al voto. Secondo i deputati Giuseppe Provenzano (Pd) e Roberto Giachetti (Italia Viva), Furgiuele avrebbe pronunciato più volte il nome di Hitler mentre interveniva il parlamentare democratico Andrea Casu, impegnato a criticare il comportamento dei deputati di Futuro Nazionale.
Anche Casu è intervenuto sulla vicenda, definendo l'episodio una provocazione di particolare gravità e sostenendo che certi richiami non dovrebbero trovare spazio all'interno dell'Aula parlamentare. Le opposizioni hanno quindi chiesto un accertamento dei fatti e l'eventuale adozione di provvedimenti disciplinari.
La replica del deputato
Furgiuele respinge però ogni accusa. Il parlamentare nega di aver pronunciato il nome contestato e sostiene che durante quei momenti vi sia stato soltanto uno scambio di battute in un clima particolarmente acceso. Ha inoltre dichiarato di essere pronto ad accettare eventuali conseguenze qualora venisse dimostrata una sua responsabilità, ribadendo però che, a suo giudizio, l'episodio contestato non si è mai verificato.
Dal Partito Democratico, invece, Provenzano ha insistito sulla propria ricostruzione, sostenendo che il deputato avrebbe ripetuto il nome di Hitler più volte e chiedendo che la presidenza della Camera intervenga con decisione dopo gli accertamenti.
L'altra vicenda: i video durante il voto segreto
La giornata parlamentare è stata segnata anche dalla controversia sui filmati realizzati da alcuni deputati di Futuro Nazionale durante la votazione segreta sull'emendamento relativo alle preferenze nella legge elettorale.
I parlamentari vicini a Roberto Vannacci hanno registrato con il telefono cellulare il momento del voto per dimostrare di aver sostenuto la posizione della maggioranza, respingendo così le accuse di essere tra i cosiddetti franchi tiratori.
La scelta, tuttavia, ha aperto un nuovo fronte. Le riprese non autorizzate durante le sedute dell'Aula, soprattutto nel corso di votazioni segrete, sono infatti vietate dal regolamento della Camera. Per questo motivo la presidenza ha affidato la questione al Collegio dei questori, che dovrà esaminare il materiale raccolto e formulare una proposta all'Ufficio di presidenza.
Possibili sanzioni
Gli approfondimenti riguarderanno sia l'utilizzo dei cellulari durante il voto sia quanto denunciato nei confronti di Furgiuele. Se dalle verifiche dovessero emergere violazioni del regolamento parlamentare, l'Ufficio di presidenza potrebbe valutare l'applicazione di sanzioni disciplinari, comprese eventuali sospensioni dai lavori dell'Assemblea.
Il doppio caso rischia così di prolungare lo scontro politico nato dopo il voto sulla legge elettorale, aggiungendo nuove tensioni all'interno di un Parlamento già attraversato dalle polemiche per i franchi tiratori e per le divisioni emerse nella maggioranza.


