Seduta animata del Consiglio comunale del 12 maggio. Al centro il progetto del nuovo hub sanitario universitario da 821 posti letto. Via libera anche alla proroga per la rottamazione dei tributi e al regolamento dei centri di aggregazione sociale
Tutti gli articoli di Politica
PHOTO
Tre punti all’ordine del giorno, ma una seduta destinata a lasciare un segno politico e amministrativo rilevante. Il Consiglio comunale straordinario di Rende, riunitosi il 12 maggio, ha affrontato temi centrali per il futuro della città: il progetto del nuovo ospedale universitario di Arcavacata, la proroga per la definizione agevolata dei tributi e il nuovo regolamento dei centri di aggregazione sociale.
Ad aprire i lavori è stato il presidente del Consiglio comunale Francesco Adamo, che ha rivolto un encomio al sottotenente Gianluca Serpa e all’agente scelto Elia Pellegrino della Polizia Locale per il soccorso prestato a un minore.
Il dibattito più atteso ha riguardato il progetto di fattibilità tecnico-economica del nuovo ospedale di Arcavacata nell’ambito della conferenza dei servizi indetta dalla Regione Calabria. A introdurre il tema sono stati il vicesindaco Fabio Liparoti, il dirigente del settore territorio Marco Di Donna e il sindaco Sandro Principe.
Liparoti ha spiegato che la procedura rientra nelle deroghe previste per lo stato d’emergenza sanitaria della Calabria e ha ribadito la scelta strategica della Regione: «L’ospedale sorgerà ad Arcavacata, mentre all’Annunziata nascerà la Città della Salute».
Il progetto prevede un hub sanitario con Dea di secondo livello, strutture universitarie, ambulatori specializzati e 821 posti letto a regime. Il vicesindaco ha inoltre sottolineato l’attenzione architettonica e paesaggistica dell’intervento, pensato per integrarsi nel contesto di Arcavacata.
Nel suo intervento tecnico, l’architetto Marco Di Donna ha illustrato le caratteristiche dell’area individuata tra contrada Rocchi, il torrente Settimo e il campus Unical. Ha evidenziato le future opere infrastrutturali di collegamento e l’elevata efficienza energetica della struttura, che secondo il progetto dovrebbe superare il 90%, ben oltre gli standard attuali di Annunziata e Mariano Santo. Previsti anche eliporto, laboratori universitari e spazi dedicati ai bambini.
Sul piano politico, il sindaco Sandro Principe ha definito quella del nuovo ospedale «una missione per la città e per le persone che soffrono». Ha rivendicato il ruolo storico di Rende nell’accoglienza dell’Università della Calabria e nella nascita della facoltà di Medicina, ricordando gli espropri effettuati negli anni Settanta per consentire l’insediamento dell’ateneo.
Principe ha poi ricostruito il lungo percorso politico e istituzionale che ha portato alla scelta di Arcavacata, contestando l’ipotesi alternativa di Vaglio Lise e sostenendo che «non è possibile separare il Policlinico universitario dall’ospedale». Il sindaco ha inoltre riconosciuto il contributo dell’ex rettore Nicola Leone e del presidente della Regione Roberto Occhiuto nella nascita del corso di laurea in Medicina all’Unical.
Ampio il confronto in aula, con gli interventi dei consiglieri Massimo La Deda, Giovanni Bilotti, Valerio Cavaliere, Gianluca Garritano, Clelio Gelsomino, Francesco Tenuta ed Emilio De Bartolo. L’unica dichiarazione di voto è arrivata da Eugenio Trombino di Fratelli d’Italia, favorevole al provvedimento. Alla fine il punto è stato approvato all’unanimità.
Più rapido il secondo punto relativo alla proroga dei termini per aderire alla rottamazione dei debiti tributari. Su proposta dell’assessore al Bilancio Federico Jorio, il termine slitterà al 10 luglio. Anche in questo caso il voto è stato unanime.
Più acceso invece il confronto sul regolamento dei centri di aggregazione sociale, illustrato dall’assessore al Welfare Daniela Ielasi. L’assessore ha parlato di strutture trovate «in stato di abbandono» e ha rivendicato il lavoro svolto per la riapertura del centro sociale Dattoli e del centro Lanzino di Saporito.
Durante il dibattito sono intervenuti Stefania Galassi di Forza Italia, che ha presentato un emendamento poi respinto, Rossella Gallo del Movimento 5 Stelle ed Eugenio Trombino. Dopo una sospensione dei lavori, il regolamento è stato approvato con il voto compatto della maggioranza. Astensione per gran parte della minoranza, mentre Rossella Gallo ha votato contro.

