La Calabria diventa un game show: da Rocca Imperiale a Tropea, Rai 2 trasforma la regione nel set di “The Unknown”
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La Calabria si trasforma in un grande territorio narrativo e avventuroso per la televisione nazionale. Arriva su Rai 2 “The Unknown – Fino all’ultimo bivio”, il nuovo adventure game della Direzione Intrattenimento Prime Time Rai, prodotto da Banijay Italia e girato interamente nella regione.
Alla conduzione Elettra Lamborghini e Gianluca Fubelli, in arte Scintilla, chiamati a guidare dodici concorrenti vip divisi in due squadre attraverso un percorso costruito sull’imprevisto, sull’orientamento e sulla scoperta. Il format ruota infatti attorno a un meccanismo simbolico semplice ma efficace: scegliere continuamente tra il “Noto” e l’“Ignoto”.
I concorrenti vengono portati in Calabria bendati, senza conoscere la destinazione né i compagni di viaggio. Da quel momento il territorio diventa parte integrante del gioco: non semplice sfondo estetico, ma elemento narrativo attivo, spazio di prova, disorientamento e scoperta.
Otto le location protagoniste delle cinque puntate: Rocca Imperiale, Diamante, la Sila, Scilla, Chianalea, Tropea, Crotone e Le Castella. Un itinerario che attraversa paesaggi, identità e geografie molto diverse della regione, dal Tirreno all’alto Ionio, fino all’entroterra montano.
Fra le presenze più significative emerge quella di Rocca Imperiale, borgo del Nord-Est calabrese raramente al centro dei grandi format televisivi nazionali. Il castello federiciano, il centro storico verticale e il patrimonio legato al limone IGP diventano così parte di un racconto televisivo che prova a uscire dall’immaginario turistico più prevedibile.
La produzione nasce dalla partnership tra Rai, Regione Calabria e Calabria Film Commission attraverso la convenzione con Rai Com, consolidando una strategia ormai sempre più evidente: utilizzare il linguaggio dell’intrattenimento mainstream per promuovere il territorio non soltanto come paesaggio, ma come esperienza.
Ed è proprio qui che il programma sembra giocare la sua partita più interessante. In “The Unknown” la Calabria non viene raccontata come cartolina immobile o scenario da spot turistico. Diventa invece terreno d’azione, spazio fisico e psicologico dentro cui i concorrenti devono orientarsi, scegliere, perdersi e adattarsi. Un cambio di prospettiva che trasforma la regione in un vero dispositivo narrativo.

