Il gruppo consiliare denuncia crediti difficili da incassare, ritardi nei pagamenti e propone digitalizzazione, controlli e fondi europei
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Il rendiconto 2025 del Comune di Paola diventa terreno di scontro politico. Dopo la discussione in Consiglio comunale sul bilancio consuntivo, il gruppo consiliare Riparte il Futuro, rappresentato dal consigliere Andrea Signorelli, rivendica di aver portato in aula «la verità di quei numeri, senza edulcoranti e senza sconti per nessuno».
Secondo il gruppo di minoranza, la situazione contabile dell’ente restituisce un quadro critico, con una parte di risorse realmente disponibili negativa per oltre 17 milioni di euro. Un dato che, nella lettura di Riparte il Futuro, non rappresenta una semplice valutazione politica, ma la fotografia certificata dal rendiconto una volta superati gli equilibri formali.
Riparte il Futuro: «Paola deve conoscere la verità dei numeri»
«Sabato scorso il Consiglio comunale ha discusso del Bilancio consuntivo 2025. Riparte il Futuro ha portato in aula la verità di quei numeri, senza edulcoranti e senza sconti per nessuno, perché Paola ha il diritto di sapere in che condizioni si trova e noi abbiamo il dovere di dirglielo», afferma il gruppo consiliare.
Il primo nodo riguarda la parte del bilancio sulla quale il Comune può effettivamente contare per finanziare servizi, strade, personale e manutenzione. Secondo Riparte il Futuro, questa componente sarebbe negativa per oltre 17 milioni di euro.
Nel mirino anche il tema dei crediti iscritti a bilancio. Il Comune, sostiene il gruppo, avrebbe quasi 57 milioni di crediti, ma ne stimerebbe realmente incassabili poco più di 24 milioni. Gli altri 32 milioni, secondo la minoranza, esisterebbero «solo sulla carta», come conseguenza di anni di mancata riscossione e di ritardi nella gestione delle entrate.
Crediti, fornitori e costi dei servizi
La denuncia riguarda anche i tempi di pagamento dei fornitori locali. Artigiani, piccole imprese e professionisti del territorio attenderebbero mediamente 59 giorni per essere pagati, quasi il doppio rispetto ai tempi previsti dalla legge.
A pesare sui cittadini, secondo Riparte il Futuro, ci sarebbero anche i costi del servizio idrico e della raccolta rifiuti, indicati come il risultato di anni di gestione inefficiente, perdite di rete, contratti scaduti e sprechi strutturali finiti poi nelle bollette.
Per il gruppo consiliare, la situazione attuale non sarebbe il frutto di una crisi improvvisa, ma l’esito di «decenni di politiche di bilancio fallimentari», di problemi rinviati e di una cultura amministrativa fondata sul galleggiamento più che sulla programmazione.
Le proposte sui residui attivi e sui debiti fuori bilancio
Riparte il Futuro rivendica di non aver portato in aula soltanto una denuncia, ma anche alcune proposte operative. La prima riguarda i residui attivi datati, cioè quei crediti risalenti al 2021 e agli anni precedenti che pesano sul bilancio senza un corrispettivo reale.
Il gruppo propone una verifica straordinaria posizione per posizione: i crediti inesigibili, sostiene, devono essere cancellati, mentre quelli recuperabili devono essere affidati a procedure serie e sistematiche. L’obiettivo è ridurre la massa dei residui, alleggerire il Fondo crediti di dubbia esigibilità e restituire al bilancio una rappresentazione più aderente alla realtà.
Altro punto riguarda i debiti fuori bilancio, che nel 2025 avrebbero prodotto altri 2 milioni di euro di spese contratte senza copertura preventiva. Per Riparte il Futuro, nessuna fattura dovrebbe arrivare senza un impegno di spesa regolarizzato e nessun dirigente dovrebbe ordinare prestazioni senza il visto di copertura finanziaria.
Digitalizzazione delle entrate e intelligenza artificiale
Tra le proposte del gruppo c’è anche la digitalizzazione del ciclo attivo delle entrate, attraverso strumenti già disponibili e finanziabili con fondi per la pubblica amministrazione. L’idea è utilizzare notifiche digitali, solleciti automatici a 30 e 60 giorni dalla scadenza e integrazione con PagoPA.
Secondo Riparte il Futuro, Comuni di dimensioni comparabili a Paola che hanno adottato questi strumenti hanno incrementato il tasso di riscossione immediata dal 10-15% al 40% nel giro di un triennio.
La minoranza propone inoltre l’impiego dell’intelligenza artificiale per migliorare la macchina amministrativa, sostenendo che strumenti di questo tipo possano aumentare il gettito senza modificare le aliquote. «Non si aumentano le tasse: si fa finalmente funzionare il sistema», è il messaggio del gruppo.
Fondi europei e ufficio progettazione
La quinta proposta riguarda la costituzione di un Ufficio Progettazione Europea, anche in convenzione con altri Comuni dell’area e con l’Università della Calabria.
Secondo Riparte il Futuro, nel 2025 il Comune avrebbe programmato oltre 54 milioni di euro di investimenti, realizzandone però solo 4,5 milioni. Il problema, nella lettura del gruppo, non sarebbe la mancanza di fondi, ma l’assenza di una struttura capace di progettare e rendicontare le risorse disponibili, dal Pnrr al Fesr, fino al Por Calabria.
Per la minoranza, il risanamento di un ente in riequilibrio non può essere costruito soltanto con i tagli, ma richiede una combinazione tra equità fiscale reale, recupero delle entrate e capacità di attrarre risorse aggiuntive.
«Paola merita di più»
Il messaggio finale del gruppo consiliare è rivolto direttamente ai cittadini. Riparte il Futuro dice di comprendere stanchezza e sfiducia, ma rifiuta l’idea che problemi come tasse alte, disservizi idrici, strade ammalorate e servizi inefficienti siano una condanna inevitabile.
«I problemi che pesano su questa città non sono una condanna naturale. Sono il frutto di scelte sbagliate e di inerzie accumulate, e possono essere invertiti se si ha il coraggio di farlo», afferma il gruppo.
La linea rivendicata è quella di un’opposizione definita costruttiva, fatta di proposte e interventi continui in Consiglio comunale. «Riparte il Futuro è qui per questo: non per fare opposizione distruttiva e di facciata, ma costruttiva — proposta dopo proposta, consiglio dopo consiglio — la strada verso una città che funziona davvero. Paola merita di più. E noi non smetteremo di dirlo».

