Ieri pomeriggio il Comitato Pa-Calabria è intervenuto sul bando per dirigente amministrativo pubblicato dal Comune di Rende. Sollecitando un intervento del sindaco Sandro Principe, ha evidenziato come, secondo il proprio parere, la gara comporterebbe una restrizione indebita della partecipazione, esponendo l’atto al rischio di impugnazione e riducendo la platea dei possibili candidati. Secondo il Comitato, infatti, se ne escluderebbero alcuni con curricula e pubblicazioni scientifiche autorevoli.

Immediata la replica del primo cittadino. «Con riferimento al comunicato del Comitato Pa-Calabria – ha spiegato al nostro network - non ho ancora avuto la possibilità di confrontarmi con il dirigente estensore del bando per assumere, ai sensi dell’articolo 110 del Tuel, un dirigente amministrativo; pertanto, nulla obietto sulle presunte carenze dello stesso. In ogni caso, chiederò che, ove mancanti, siano inseriti tra i requisiti tutti quelli contemplati dai commi 5 e 6 dell’articolo 19 del Dlgs 165/2001. Il comune di Rende ha bisogno di una burocrazia competente e colta, dunque è interessato alla qualità dei dirigenti comunali e, di conseguenza, nel rispetto della legge, si rivolge a tutti coloro che sono muniti della professionalità necessaria».

C’è spazio anche per commentare il bando pubblicato e indirizzato all’individuazione di un portavoce. «Quanto invece alla nota apparsa sul sito giornalistitalia.it, tengo a precisare che, pur nella consapevolezza che tecnicamente la figura dell’addetto stampa è diversa da quella del portavoce, per esigenze finanziarie si sono dovute attribuire le due funzioni ad un unico soggetto. Del resto – chiude Sandro Principe -, sul piano pratico, quando un comunicato viene sottoscritto dall’addetto stampa ufficiale dell’Ente, per la comunità il soggetto viene percepito come portavoce».