Dubbi sul project financing: gestione ai privati, rincari e scarsa trasparenza. Chiesta informativa urgente al Consiglio comunale
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Il project financing sulla gestione dei parcheggi cittadini finisce al centro dello scontro politico. A sollevare dubbi e criticità è Francesco Alimena, che in una nota parla apertamente di rischi economici e amministrativi legati all’operazione.
Le perplessità, emerse durante la Commissione consiliare “Controllo e Garanzia”, sono condivise anche dal collega Aldo Trecroci e riguardano in primo luogo l’aumento delle tariffe e la prospettiva di affidare la gestione dei parcheggi a un soggetto privato per un periodo molto lungo.
Secondo Alimena, si tratta di una scelta che potrebbe pesare direttamente sui cittadini senza offrire garanzie concrete di miglioramento del servizio. «Il rischio – sottolinea – è che questa operazione si traduca in un vero e proprio prelievo senza benefici per la collettività».
La critica entra poi nel merito tecnico della proposta. Restano aperti diversi interrogativi: quali saranno gli strumenti di controllo in capo al Comune, quale rischio operativo verrà trasferito al privato, quale sistema di penali sarà previsto e, soprattutto, come verranno regolati eventuali aumenti nel tempo.
Un nodo centrale riguarda la gestione delle entrate. Dalla lettura degli atti, evidenzia Alimena, non sarebbe chiaro chi beneficerà degli eventuali extra ricavi, né quale sarà il reale margine decisionale dell’ente pubblico una volta firmato un accordo pluridecennale.
Dubbi anche sulla cosiddetta parking card, che secondo il consigliere rischia di rivelarsi uno strumento poco equo se non accompagnato da criteri trasparenti e realmente vantaggiosi per residenti e lavoratori.
Le preoccupazioni si inseriscono in un quadro più ampio di allarme politico, alimentato anche dalle posizioni espresse da Bianca Rende.
Alla luce di queste criticità, Alimena propone di chiedere un’informativa urgente, anche a costo di rinviare la discussione in Consiglio comunale. Tra i punti da chiarire, la pubblicazione del piano economico-finanziario, la trasparenza dei termini di affidamento, le tutele per cittadini e lavoratori e l’impatto economico e sociale dell’intervento.
Un passaggio riguarda anche il quadro normativo: si chiede se la procedura faccia riferimento al vecchio codice degli appalti o a quello recentemente aggiornato.
Il timore, conclude Alimena, è duplice: da un lato un ulteriore aggravio per i cittadini, dall’altro un possibile rischio sanzionatorio per lo stesso Consiglio comunale nei confronti dell’ANAC e della Corte dei Conti.
«Decisioni di questa portata – avverte – non possono essere calate dall’alto». E senza risposte chiare, il rischio è quello di incrinare ulteriormente il rapporto di fiducia tra istituzioni e comunità.

