Attivato il portale del progetto pilota per contrastare lo spopolamento: case pubbliche da recuperare e contributi per chi trasferirà la residenza nei piccoli Comuni
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La Regione Calabria prova a invertire la rotta dello spopolamento e a riaccendere il futuro dei piccoli centri con Ripopola Calabria, un nuovo progetto che punta a riportare residenti nei borghi attraverso il recupero del patrimonio immobiliare pubblico. Dopo l’approvazione della delibera di Giunta nelle scorse settimane, l’iniziativa entra adesso nella sua fase operativa con l’attivazione del portale dedicato, primo passo concreto di un programma che guarda alla rigenerazione urbana, alla qualità della vita e alla valorizzazione del territorio.
L’obiettivo è netto: dare una nuova funzione agli immobili pubblici inutilizzati e trasformarli in abitazioni per cittadini disposti a trasferirsi in Calabria e a viverci per almeno dieci anni. Una scelta che, nelle intenzioni della Regione, dovrebbe servire non solo a contrastare il declino demografico, ma anche a costruire opportunità di sviluppo nei paesi più piccoli.
Un progetto per contrastare lo spopolamento dei piccoli borghi
Il programma nasce dentro una consapevolezza ormai evidente: molti borghi calabresi stanno perdendo popolazione da anni e rischiano di svuotarsi progressivamente, con ricadute profonde sul piano sociale, economico e urbanistico. Ripopola Calabria prova a intervenire proprio su questo fronte, mettendo al centro una strategia che intreccia case, residenza e permanenza sul territorio.
In questa prima fase, la Regione chiamerà i Comuni a manifestare il proprio interesse, segnalando la disponibilità di immobili pubblici idonei alla destinazione abitativa. L’iniziativa è rivolta ai centri con meno di 5.000 abitanti che abbiano registrato un calo demografico negli ultimi anni.
Incentivi fino a 280 mila euro per unità abitativa
Per sostenere il trasferimento e il recupero delle case, la Regione prevede contributi fino a 2.000 euro al metro quadro, con un tetto massimo di 280.000 euro per unità abitativa. Le risorse saranno destinate agli interventi di riqualificazione necessari per rendere gli immobili effettivamente abitabili e funzionali.
Tra gli interventi finanziabili rientrano la progettazione, i lavori di ristrutturazione, il miglioramento sismico, l’efficientamento energetico, oltre alle spese tecniche e di comunicazione. È invece esclusa qualunque operazione che comporti consumo di nuovo suolo, un principio che colloca il progetto anche dentro una logica di recupero dell’esistente e di sostenibilità urbanistica.
Case pubbliche da recuperare e nuovi residenti da attrarre
Uno dei punti più rilevanti del programma è proprio la volontà di usare il patrimonio pubblico non come semplice bene inattivo, ma come leva per attrarre nuovi abitanti. La Regione punta infatti a trasformare gli immobili inutilizzati in abitazioni da assegnare a chi deciderà di vivere in Calabria per un periodo lungo, assumendosi un impegno di permanenza minimo di dieci anni.

