La proposta prevede 400 milioni annui per il triennio 2026-2028. Il portavoce di Europa Verde invita Regione e parlamentari calabresi a sostenerla
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Un Fondo nazionale di perequazione pubblica ambientale da 400 milioni di euro l’anno, per il triennio 2026-2028, destinato ai comuni che custodiscono il patrimonio naturale. È la proposta di legge di Alleanza Verdi e Sinistra sulla quale Giuseppe Campana, portavoce regionale di Europa Verde/Avs, richiama l’attenzione delle istituzioni calabresi.
«Chi vive nei comuni dell’interno calabrese custodisce boschi, sorgenti e versanti, e ne beneficiano le città e le coste a valle», afferma Campana. Il punto, nella lettura dell’esponente ambientalista, è riconoscere il contributo di territori che garantiscono servizi ambientali alla collettività, pur affrontando spopolamento e difficoltà amministrative.
La proposta Avs: 400 milioni annui per la tutela del territorio
Il testo è stato presentato dai deputati Avs Zanella, Bonelli, Fratoianni, Borrelli, Dori, Ghirra, Grimaldi, Mari, Piccolotti e Zaratti.
Secondo quanto illustrato da Campana, il fondo riconoscerebbe l’attività di custodia del capitale naturale attraverso criteri stabili e dati ambientali verificabili, superando una distribuzione delle risorse basata su trattative caso per caso. Una quota sarebbe riservata ai piccoli comuni e agli enti che operano in forma associata.
«Oggi i costi di questa custodia gravano sui bilanci dei comuni», sottolinea il portavoce regionale, indicando nella proposta uno strumento per sostenere le amministrazioni impegnate nella tutela di boschi, sorgenti e versanti.
Piccoli comuni e fragilità ambientale in Calabria
Per spiegare l’interesse della Calabria, Campana richiama il peso dei centri meno popolosi: 324 comuni su 404 hanno meno di 5.000 abitanti, secondo i dati riportati nella sua nota, e ospitano quasi un terzo dei residenti della regione.
L’esponente di Europa Verde cita inoltre la presenza di tre parchi nazionali, due parchi regionali, 178 zone speciali di conservazione e sei zone di protezione speciale. Un patrimonio che affianca alle opportunità di tutela una forte esposizione ai rischi ambientali: Campana richiama i rapporti Ispra su frane, alluvioni ed erosione costiera.
La proposta, sostiene, consentirebbe di riconoscere il valore di ciò che questi territori preservano anche a beneficio delle comunità situate a valle.
Sperimentazione triennale, nessuna quota già destinata alla Calabria
Il percorso descritto da Campana prevede tre anni di sperimentazione su territori pilota, da individuare dal Ministero dell’Ambiente d’intesa con la Conferenza unificata.
Il testo, precisa il portavoce, non assegna quote regionali. Le risorse non sono dunque già disponibili per i comuni calabresi: l’eventuale accesso dipenderebbe dall’approvazione della proposta e dalla successiva attuazione.
«Se la proposta diventerà legge, quanto arriverà in Calabria dipenderà dalla qualità dei progetti che i comuni sapranno presentare», afferma Campana.
Nel confronto sulle politiche territoriali, l’esponente Avs critica inoltre le scelte del Governo sul Piano nazionale di ripristino e sulla revisione dell’elenco dei comuni montani. A queste contrappone un criterio centrato sul patrimonio ambientale custodito dai singoli territori.
L’appello alla Regione e ai parlamentari calabresi
Campana invita la Regione Calabria ad aprire un confronto con sindaci, enti parco e associazioni, coinvolgendo comuni e comunità nella discussione sul valore del patrimonio naturale.
L’obiettivo è portare le esigenze calabresi nel dibattito nazionale e preparare i territori a un’eventuale attuazione della misura.
«Ai parlamentari calabresi di ogni schieramento – conclude – chiediamo di sostenere l’esame della proposta alla Camera e al Senato».

