Quaranta studenti provenienti da Paesi diversi, università e istituzioni a confronto sul Mediterraneo come spazio di cooperazione. A Belvedere Marittimo, il forum pubblico «Il Mediterraneo, crocevia di pace, culture e civiltà» ha messo al centro il contributo della conoscenza e delle nuove generazioni alla costruzione di relazioni tra comunità.

L’incontro si è svolto il 9 ottobre, nell’ambito della terza edizione della Summer Peace University, SPU26, il cui programma proseguirà fino al 16 ottobre. Le conclusioni sono state affidate alla senatrice Tilde Minasi, sostenitrice del progetto fin dal suo avvio.

La Summer Peace University e il ruolo di Belvedere Marittimo

Il progetto è promosso dall’Istituto Calabrese di Politiche Internazionali (IsCaPI) insieme al Comune di Belvedere Marittimo e a una rete internazionale di atenei e istituzioni culturali.

L’edizione 2026 gode del patrocinio dell’Ufficio in Italia del Parlamento europeo, della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, della Regione e del Consiglio regionale della Calabria, della Figec, del quotidiano Giornalisti Italia e dell’Associazione Giornaliste Italiane.

A moderare il forum è stata la giornalista Fabrizia Arcuri, responsabile della Comunicazione e delle Relazioni pubbliche della SPU e referente dell’Associazione Giornaliste Italiane.

Aprendo i lavori, il sindaco Vincenzo Cascini ha salutato le delegazioni straniere, i rappresentanti degli atenei e gli ospiti, sottolineando il significato dell’iniziativa per la cittadina tirrenica. Patrimonio storico e ospitalità, nella prospettiva illustrata dal primo cittadino, possono sostenere il ruolo di Belvedere come luogo di formazione e scambio internazionale.

Università e cooperazione tra Italia ed Egitto

Il presidente della Figec, Lorenzo Del Boca, ha richiamato la storia del Mediterraneo come punto di contatto tra Europa e Africa. Attraverso la figura di Ulisse, ha sviluppato una riflessione sul viaggio, sulla curiosità intellettuale e sull’incontro con civiltà differenti: esperienze capaci di arricchire il rapporto con le proprie radici.

Il confronto è poi entrato nel merito della cooperazione accademica. Mohamed Elshinawi, presidente della Galala University, ateneo egiziano partner del programma, ha evidenziato il valore delle relazioni tra Italia ed Egitto attraverso studio, ricerca e mobilità internazionale.

Sulla continuità di questi rapporti si è soffermato Abdelaziz Rhandi, delegato alle Relazioni internazionali dell’Università di Salerno, anch’essa partner del progetto. Nel suo intervento ha indicato nella formazione universitaria uno strumento per sviluppare competenze e pensiero critico, preparando gli studenti ad affrontare una realtà in trasformazione.

Arte e sostenibilità, il contributo degli studenti

Al ruolo della cultura nel dialogo tra i popoli è stato dedicato l’intervento di Pietro Sacchetti, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria. I linguaggi artistici, ha sottolineato, consentono di esprimere memorie e sensibilità anche oltre le barriere linguistiche, favorendo la comprensione delle esperienze altrui.

Gli studenti hanno quindi presentato una sintesi dei temi affrontati nella prima settimana della Summer Peace University, concentrandosi sulla sostenibilità ambientale, sociale ed economica.

Le loro relazioni hanno restituito anche l’esperienza di una comunità multiculturale temporaneamente riunita a Belvedere: provenienze, abitudini e punti di vista diversi che trovano occasioni di confronto nelle attività didattiche e nella vita quotidiana.

Minasi: piccoli centri, accoglienza e cultura della pace

Nelle conclusioni, Tilde Minasi ha richiamato il potenziale dei piccoli centri come luoghi di cooperazione internazionale. Storia, identità e accoglienza sono state indicate come risorse per creare nuove opportunità, anche in relazione alla proposta di legge sui borghi presentata dalla senatrice.

Belvedere Marittimo, nel suo intervento, rappresenta un esempio di incontro tra dimensione locale e relazioni internazionali attraverso l’ospitalità riservata a studenti, docenti e delegazioni straniere.

Minasi ha infine utilizzato la metafora del seme per descrivere la costruzione della pace: un impegno che richiede tempo, continuità e condizioni favorevoli. Educazione, rispetto e responsabilità condivisa sono gli elementi sui quali istituzioni, comunità e giovani sono chiamati a lavorare.

Intelligenza artificiale e formazione dei giornalisti

Il forum è stato preceduto da un corso di formazione per giornalisti dedicato all’intelligenza artificiale. Il confronto ha affrontato opportunità e rischi delle nuove tecnologie, insieme alla necessità di competenze critiche, consapevolezza etica e attenzione alla qualità dell’informazione.

Un tema che si inserisce nel percorso della SPU26, dedicato al rapporto tra educazione, conoscenza e responsabilità. Le attività continueranno fino al 16 ottobre, proseguendo l’esperienza di studio e confronto dei quaranta partecipanti.