Dopo il Festival Voci di legalità, i penalisti chiedono al sindaco Franz Caruso una presa di posizione pubblica
Tutti gli articoli di Società
PHOTO
La Camera penale di Cosenza interviene con una nota dura dopo quanto sarebbe accaduto durante la manifestazione cittadina “Festival Voci di legalità”, in occasione della proiezione del docufilm “Chi ha ucciso Giovanni Losardo”, dedicato alla memoria del segretario capo della Procura di Paola, esponente del Pci di Cetraro e amministratore comunale assassinato il 22 giugno 1980.
Al centro della presa di posizione c’è il riferimento al professor avvocato Luigi Gullo, figura storica dell’avvocatura cosentina, chiamato in causa per aver difeso uno degli imputati del processo sull’omicidio Losardo, poi assolto dalla giustizia.
La nota della Camera penale di Cosenza
Il Consiglio direttivo della Camera penale di Cosenza richiama la segnalazione dell’avvocato Enzo Aprile, primo segretario della Camera penale bruzia, che avrebbe riferito il contenuto di un intervento pubblico pronunciato dalla regista del docufilm.
Secondo quanto riportato nella nota, la regista avrebbe espresso sconcerto nei confronti del professor avvocato Luigi Gullo, ritenendo «inconcepibile che un comunista come Luigi Gullo abbia potuto difendere uno degli imputati dell’omicidio del dott. Giovanni Losardo».
«Attacco frontale allo Stato di diritto»
La Camera penale usa parole nette: «Esternare disprezzo per la difesa penale è un attacco frontale allo Stato di diritto».
Per i penalisti, confondere la funzione del difensore con l’adesione morale all’accusa rivolta all’imputato significa non comprendere il ruolo costituzionale dell’avvocatura. «Confondere la difesa penale con l’adesione morale all’accusa è segno di profonda ignoranza costituzionale», si legge nella nota.
La difesa penale, ricordano implicitamente i penalisti, non coincide con l’approvazione dei fatti contestati, ma rappresenta una garanzia fondamentale del processo e dello Stato di diritto.
Il riferimento a Luigi Gullo
La Camera penale definisce Luigi Gullo un maestro dell’avvocatura cosentina e considera l’affermazione riportata come un attacco gratuito alla sua toga.
«Questa affermazione è un gratuito attacco al nostro Maestro, l’Avvocato Luigi Gullo, alla sua Toga, simbolo immanente della tutela delle libertà», scrive il Consiglio direttivo.
Secondo i penalisti, il caso riguarda l’intera avvocatura cosentina, perché mettere in discussione la dignità della funzione difensiva significa comprimere i diritti di tutti gli avvocati e, più in generale, dei cittadini.
La richiesta al sindaco Franz Caruso
La Camera penale chiama in causa anche il sindaco di Cosenza Franz Caruso, avvocato penalista, in quanto rappresentante dell’Amministrazione comunale che ha organizzato la manifestazione durante la quale si sarebbe verificato l’episodio.
Al primo cittadino viene chiesto un intervento pubblico per restituire dignità alla toga del professor avvocato Luigi Gullo, definito «monumento della cultura giuridica della nostra Città».
«Al Primo Cittadino, dunque, rappresentante dell’Amministrazione comunale che ha organizzato la manifestazione in cui si è verificato il grave episodio, chiediamo di restituire, pubblicamente, alla Toga del Prof. Avv. Luigi Gullo, monumento della cultura giuridica della nostra Città, la dignità che la inciviltà del nostro tempo vorrebbe cancellare», conclude la nota.
La nota è firmata dal Consiglio direttivo della Camera penale di Cosenza, composto dagli avvocati Alessandra Adamo, Valentina Spizzirri, Francesco Chiaia, Fabrizio Loizzo, Giuseppe Manna, Angelo Nicotera e Guido Siciliano, dal segretario Francesco Santelli e dal presidente Roberto Le Pera.

