Un salvataggio inatteso ha animato il Palazzo di Giustizia di Cosenza, trasformando una giornata ordinaria in una storia di empatia collettiva. Protagonista una gatta, poi ribattezzata Dike, rimasta intrappolata all’interno di una conduttura dell’aria condizionata e recuperata dopo ore di operazioni.

Il recupero si è concluso con un lieto fine: l’animale sta bene ed è anche in dolce attesa.

L’allarme nel Palazzo di Giustizia

Tutto è iniziato con una segnalazione improvvisa: una micia si aggirava su un soppalco sopra l’androne del tribunale, osservando dall’alto il via vai di persone. Poco dopo è sparita all’interno di una canalizzazione, probabilmente scelta come rifugio dalla pioggia e dal temporale.

Da quel momento è scattata l’emergenza. Tra il personale del palazzo è partito un passaparola immediato, con il coinvolgimento diretto della presidente del Tribunale, Loredana De Franco, che ha coordinato le prime fasi dell’intervento.

L’intervento dei vigili del fuoco

Per mettere in sicurezza l’animale sono stati allertati i vigili del fuoco, intervenuti con due gabbie trappola posizionate nei punti strategici. Durante l’attesa, tra i presenti è nata anche la scelta del nome: Dike, come la dea greca della giustizia, un omaggio al luogo del ritrovamento.

È iniziata così una lunga attesa, carica di tensione e speranza, condivisa da chi seguiva il recupero con crescente partecipazione.

Il recupero dopo otto ore

Il momento decisivo è arrivato dopo circa otto ore: lo scatto della gabbia ha segnato la cattura della micia, accolta con sollievo da tutti i presenti. Subito affidata alle cure veterinarie, Dike è risultata in buone condizioni di salute.

La visita ha riservato anche una sorpresa: la gatta è incinta, dettaglio che ha reso il salvataggio ancora più significativo.

Una storia di sensibilità condivisa

A raccontare l’episodio è stata l’associazione animalista “Gatti non parole”, che ha ringraziato i vigili del fuoco e la presidente del Tribunale per la sensibilità dimostrata. Il recupero si è trasformato in un momento di forte empatia collettiva, capace di unire persone diverse attorno a un gesto concreto.