Il Centro Antiviolenza Roberta Lanzino e il coordinamento calabrese contestano la riforma sulla violenza sessuale e la cancellazione del consenso libero e attuale
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Il ddl-Stupri approda al centro del dibattito pubblico anche a Cosenza. Questa mattina alle ore 11 in Piazza Carratelli Fontana di Giugno, il Centro Antiviolenza Roberta Lanzino insieme al Coordinamento regionale dei centri antiviolenza della Calabria ha organizzato un sit in per contestare il disegno di legge firmato dalla senatrice Giulia Bongiorno.
Al centro della protesta, la modifica al testo sul reato di violenza sessuale che elimina il riferimento al consenso libero e attuale. Una scelta che, secondo le associazioni promotrici, non rappresenta un intervento tecnico ma una precisa opzione politica destinata a incidere sulla tutela delle donne. Secondo il Centro Antiviolenza Roberta Lanzino, la cancellazione esplicita del consenso dal testo normativo rischia di produrre un arretramento culturale e giuridico. Nel corso del sit in è stato ribadito un principio netto: “senza consenso è stupro”.
Le attiviste hanno richiamato la Convenzione di Istanbul, che stabilisce con chiarezza come il consenso debba essere al centro della definizione di violenza sessuale. Eliminare questo riferimento, sostengono, significherebbe spostare l’attenzione dalla condotta dell’aggressore al comportamento della vittima, alimentando la cultura dello stupro. Nel messaggio diffuso alla cittadinanza, il Centro Antiviolenza ha scandito parole chiare: il consenso non si cancella, la violenza non si riscrive. Per le associazioni, il consenso è libertà e rappresenta un elemento politico e giuridico imprescindibile.
Il sit in di Cosenza si inserisce in una mobilitazione più ampia contro il ddl stupri, con l obiettivo di mantenere alta l attenzione su una riforma che, secondo i centri antiviolenza, rischia di incidere profondamente sulla definizione stessa di violenza sessuale nel nostro ordinamento. “Nessun passo indietro” è stato il messaggio conclusivo della manifestazione. Senza consenso è violenza, sempre.

