Il premio nazionale sarà consegnato il 7 marzo a Parma. Il Comune di Cosenza: riconoscimento alla rievocazione 2025 tra le migliori manifestazioni ASI
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Non è solo un premio di settore: è un riconoscimento nazionale che mette Cosenza e la sua tradizione motoristica storica dentro il circuito delle eccellenze. L’Amministrazione comunale ha rivolto un plauso alla Scuderia Brutia Historic Cars, organizzatrice della Rievocazione storica della Coppa Sila, per la “Manovella d’oro 2025”, attribuita dal Consiglio federale dell’ASI (Automotoclub Storico Italiano).
Premio a Parma il 7 marzo: la cerimonia in Sala Barilla
La Manovella d’oro 2025 sarà consegnata il 7 marzo nella Sala Barilla del Quartiere fieristico di Parma. Il riconoscimento arriva dopo la valutazione della Commissione nazionale: la XX edizione della rievocazione storica della Coppa Sila, svoltasi a giugno 2025 e organizzata dalla Scuderia Brutia, è risultata tra le migliori manifestazioni della stagione radunista ASI dello scorso anno.
Il ringraziamento al Comune: «Senza supporto, traguardo irraggiungibile»
Il Comune di Cosenza si è congratulato per l’importante risultato raggiunto. Dal canto loro, gli organizzatori hanno ricambiato l’attenzione ricordando che Cosenza ha ospitato sia la XX rievocazione storica della Coppa Sila sia la III edizione della Rievocazione del Circuito città di Cosenza.
Nelle parole della Scuderia Brutia, «senza il supporto dell’Amministrazione comunale il traguardo della Manovella d’oro 2025 sarebbe stato irraggiungibile». Un ringraziamento è stato rivolto anche ai Settori comunali Manutenzione, Lavori Pubblici e Viabilità e trasporti, oltre alla Polizia Municipale, per il contributo alla riuscita della manifestazione.
La Coppa Sila: una “classicissima” nata nel 1924
Il testo richiama la storia della competizione: la Coppa Sila nasce nel 1924 ed è considerata una “classicissima” delle corse automobilistiche. La rievocazione, patrocinata dal Comune di Cosenza, ha permesso a equipaggi provenienti da tutta Italia e dall’estero di ripercorrere il tracciato storico di una gara che, per fascino e difficoltà, è rimasta un riferimento.
Viene ricordato anche il valore tecnico del percorso e la considerazione di cui godeva la corsa, indicata come valida per il campionato europeo. Non a caso, il “re della montagna” Mauro Nesti la definì «la gara più bella d’Europa».

