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Barriere al Marulla | Parla l’architetto dei lavori: “Fossato e nuove reti, vi spiego tutto “

Barriere al Marulla | Parla l’architetto dei lavori: “Fossato e nuove reti, vi spiego tutto “

– di Antonio Clausi –
Intervista in esclusiva a Vincenzo Antonio Reda, assegnatario del progetto di restyling dello stadio: “Se ce n’era bisogno? Dobbiamo rispettare un decreto ministeriale”.

Manifestazioni, assemblee, incontri e tanto scetticismo. E’ questa la reazione del pubblico cosentino ai lavori di manutenzione che interesseranno lo stadio Marulla. Supporter sul piede di guerra, pertanto, convinti che ulteriori barriere non servano in un impianto già vetusto di suo e poco accogliente. Ieri una delegazione mista ha incontrato il sindaco, che si è impegnato affinché “le voci dei tifosi vengano ascoltate”. La rete di 2.20 metri che separerà il fossato dagli spalti, tuttavia, è già un dato di fatto oltre a rappresentare il pomo della discordia. Entro il 31 dicembre inizieranno i lavori che poi si conta di portare a termine nel giro di un mese. La volontà di mettere definitivamente in sicurezza il Marulla è del Prefetto, deciso ad adeguare il territorio da lui controllato alle leggi in materia che non lasciano scampo. Lo scorso 6 settembre è stata pubblicata una regolare determina da parte di Palazzo dei Bruzi con cui si affidano i lavori di progettazione all’architetto Vincenzo Antonio Reda. E’ lui ad avere 30 giorni di tempo per presentare il progetto finale e a fare chiarezza su ogni aspetto. “Premesso che gli impianti sportivi del comune di Cosenza, dall’epoca Mancini in poi, sono quasi sempre stati trascurati se non per l’ordinaria manutenzione, e che quasi tutti hanno bisogno di interventi sostanziali per la loro definitiva agibilità – spiega – ora, per forza di cose, l’amministrazione si è dovuta sensibilizzare con gli interventi che andremo ad effettuare”.

La domanda da un milione di dollari è: ce n’era davvero bisogno?
“Partiamo dal presupposto che dobbiamo rispettare un decreto: il DM del ’96 numero 61, inasprito in alcuni suoi punti dal ministro Pisanu nel 2005. Ciò prevede che la separazione tra il pubblico e gli atleti avvenga in due modi: con il fossato o con una recinzione alta 2.20 metri. Anticipo la domanda seguente, sottolineando subito che il nostro fossato non è messo in sicurezza perché la ringhiera lato tribuna è alta 90-95 cm anziché 1.10 metri elevabile a 2,20 così come recita l’articolo 6-bis del sopracitato decreto”.

Non basterebbe alzarla di una ventina di centimetri?
“La norma prevede che tale ringhiera (norma UNI 10131-3) possa essere elevabile su guide a 2.20 mwtri su ordine del Questore per incontri definiti a rischio. Tale sistema, adottato in tantissimi impianti è però esageratamente costoso. Nella vecchia normativa c’era la possibilità di adottare il fossato come elemento di separazione tra tifosi e rettangolo verde, ora è considerato elemento di rischio e si tende ad eliminarlo”.

Cosa impedisce che scompaia dal Marulla?
“Il drenaggio del terreno di gioco per cui è fondamentale. Se il prato del Marulla è tra i migliori di Italia, lo si deve oltre al lavoro certosino dei giardinieri che si sono susseguiti negli anni, anche al fossato. Non possiamo neppure coprirlo perché una semplice otturazione creerebbe un blocco. Apporre una griglia? I costi diventerebbero esagerati anche per la sola manutenzione a differenza di oggi, dove basta intervenire con un idrante per la pulizia”.

E’ per lei un controsenso erigere ulteriori barriere quando nel resto d’Italia stanno man mano scomparendo?
“Se l’utenza rispettasse il seggiolino o il posto assegnato forse sì, ma a Cosenza come in altri stadi ciò non avviene. Negli stadi definiti senza barriere, nelle zone a rischio esiste invece una barriera di 1.20 metri elevabile a 2.20. Tale sistema ha un costo di circa 480 euro a metro lineare. Noi dovremmo crearne una per un anello di circa 460 ed è facile fare due conti. In più, considerando il numero di partite a rischio disputate ogni stagione, tale barriera resterebbe a 2.20 metri credo per l’80% degli incontri”.

Ma chi decide l’altezza della barriera?
“Decidono gli organismi preposti all’ordine pubblico (Commissione Provinciale di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo). I nostri sono molto zelanti e pretendono la massima sicurezza. Ecco perché nel progetto che stiamo realizzando e che dovrà essere sottoposto alle approvazioni di rito, si è cercato di ridurre al minimo le criticità”.

Fine prima parte – clicca qui per la seconda parte “Ecco come sarà la nuova rete

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