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Barriere al Marulla | “Ecco la rete che delimiterà il fossato. Non comprometterà la visuale”

Barriere al Marulla | “Ecco la rete che delimiterà il fossato. Non comprometterà la visuale”

 – di Antonio Clausi –
Seconda parte dell’intervista all’architetto Vincenzo Antonio Reda: “Realizzeremo rampe e servizi igienici destinati ai diversamente abili in ogni settore dello stadio, meno che in Curva Nord”.

Nella prima parte dell’intervista concessa in esclusiva a Cosenza Channel.it dall’architetto Reda, affidatario del progetto con cui verrà messo in sicurezza lo stadio del Cosenza, si sono analizzate le causa di natura burocratiche per le quali gli organi competenti hanno imposto che venga realizzata una rete alta 2.20 metri tra gli spalti e il rettangolo di gioco. La stessa, in un certo senso, deriva anche del mancato controllo da parte del club che non garantisce a chi acquista il biglietto di potersi accomodare al proprio posto. Da qui, in sostanza, la necessità da parte chi gestisce l’ordine pubblico di dover utilizzare misure zelanti. “La rete che andremo a realizzare ha bisogno di fondamenta solide – continua Reda – per questo sfrutteremo i primi due gradini degli spalti”.

La visuale verrà compromessa?
“Assolutamente no. Il primo gradino ha già di suo una barriera, posizionata lato campo, a sporcarne la visuale. Le maglie verticali della rete saranno spesse 6 millimetri, permettendo una normale visione dell’incontro. Alcune case di produzione le realizzano con un filo di 4 millimetri, ma non resisterebbe ad un’eventuale pressione. Per quanto ci riguarda, ci adeguiamo alla norma Uni 10121/3 emanata dall’Unione Europea. La rete non ha bisogno di manutenzione, sarà installata con un colore verde in modo da regalare un impatto ottico differente da quelle grigie esistenti”.

E’ vero che si interverrà anche sulle balaustre interne?
“Parzialmente. Quella posta nel mezzo di ogni settore è di 80 centimetri e non la modificheremo perché funge da frangifolla, mentre per la parte superiore della Curva Nord o delle Tribune numerate esiste un parapetto di un metro che va adeguato a 1.10 metri perché così impone la normativa. In più deve esserci il fermapiede, già esistente nelle due tribune a differenza della Curva Catena”.

Cosa altro prevede il suo progetto?
“La creazione di rampe e servizi igienici destinati ai diversamente abili in ogni settore dello stadio, meno che in Curva Nord dove abbiamo riscontrato difficoltà logistiche. In questo modo un sostenitore non normodotato potrà scegliere dove vedere la partita. A mio avviso sono queste le modifiche di primaria importanza che andremo ad apportare”.

I bagni del San Vito versano in condizioni vergognose, si interverrà?
“Sì, perché concordo con tale definizione. E’ qualcosa di indecoroso. Laddove le condizioni siano non a norma si provvederà a sistemarli. Per legge serve un bagno ogni 250 persone: si divida la capienza di ogni singolo settore per tale numero e verrà fuori il numero esatto dei locali da garantire al pubblico”.

Ma tutti questi interventi quanto costeranno e dove verranno reperite le risorse?
“Da un mutuo di 350mila-400mila euro che il comune accenderà presso il Credito Sportivo dove verrà presentato il progetto una volta approvato. Se riuscissimo a trovare un’ulteriore fonte per incrementare il contributo a noi destinato, lo stadio diventerebbe più presentabile. Inizialmente, tale risorsa, era destinata interamente al Sanvitino, ma scordiamoci il terreno in sintetico che costa 280mila euro. Cercheremo di intervenire su quello esistente ingrandendolo, migliorando il fondo e creando, forse, una tribunetta per i sostenitori”.

In più cambierà disposizione dei settori, giusto?
“Esatto, ma per parlarne bisogna entrare nel dettaglio di ogni zona del campo sportivo”.

Fine seconda parte – clicca qui per la terza e ultima parte “Il nuovo Marulla, come cambiano curve e tribune”

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