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Tragedia Raganello, Tansi: «L’allerta meteo data il giorno prima»

Tragedia Raganello, Tansi: «L’allerta meteo data il giorno prima»

Regolamento assente, guide non autorizzate e allerta meteo comunicata il giorno prima. Sono i tre argomenti principali affrontati in queste ore dalla procura di Castrovillari, che ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo e disastro colposo. 

Il procuratore capo Facciolla, arrivato oggi a Civita insieme al ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, ha disposto che sulle dieci salme fosse fatta l’autopsia. E’ il primo passo di un’indagine che si annuncia lunga e complessa.

I prossimi accertamenti saranno sicuramente volti a capire in che modo le istituzioni locali avessero fronteggiato l’allarme meteo di colore giallo inviato dalla protezione civile calabrese il giorno prima della strage. E’ inevitabile che gli approfondimenti investigativi interesseranno i comuni di Civita e San Lorenzo Bellizzi.

Tuttavia, Cosenza Channel ha avuto modo di leggere il messaggio della Prociv e alla fine del testo vi è scritto “nessuna criticità”. Su questo aspetto si sono espressi sia il sindaco di Castrovillari, Mimmo Lo Polito, sia l’assessore regionale Musmanno. 

Come spesso accade, in ogni tragedia ci sono polemiche e responsabilità da addossare agli altri, quando invece sarebbe giusto fare un esame di coscienza.

Nella piazza principale di Civita c’era anche il responsabile Prociv Calabria, Carlo Tansi, che in varie interviste ha espresso un concetto chiaro: «Come protezione civile abbiamo comunicato sul sito e con messaggi l’allerta meteo nella zona interessata. Qui è il caso di dire che non sono stati attivati, evidentemente, tutti i passaggi necessari affinché questa tragedia venisse evitata.

Il problema della prevenzione, tuttavia, non riguarda solo la Calabria, ma come abbiamo visto di recente anche la Liguria e la Toscana, con i casi di Genova e Livorno. L’allerta gialla significa che chi è sul territorio era obbligato a mettere in moto la macchina organizzata con tutti i passi contenuti nel cosiddetto “vangelo” della protezione civile».

Anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha commentato la tragedia del Pollino: «Tutto il nostro Paese prova grande tristezza per questa nuova tragedia che ha provocato tanti morti e feriti nel Parco del Pollino. Esprimo – ha detto il capo dello Stato – la più grande solidarietà ai familiari delle vittime e ai feriti e ringrazio gli uomini del soccorso che hanno operato e stanno tuttora operando, con la consueta abnegazione, in condizioni difficili».

Cordoglio anche da parte del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana: «Siamo vicini alle famiglie delle persone che hanno perso la vita nella piena del torrente Raganello in Calabria. Fra di loro – ha scritto su Facebook – c’era anche Paola Romagnoli, ricercatrice di Bergamo che da anni lavorava come immunologa in Francia. All’uomo di Milano di 33 anni rimasto ferito e ora ricoverato in ospedale auguro una pronta guarigione. Siamo tutti al suo fianco. Agosto ha segnato profondamente la Lombardia e la nostra comunità».

ACCESSI LIBERI. Non esiste un piano di sicurezza per chi vuole intraprendere le escursioni nel Parco del Pollino e in particolare nelle gole del Raganello. Non essendoci un regolamento chiunque può entrare, comprese le guide che non hanno ricevuto incarichi da parte del Parco Nazionale del Pollino. Chi accompagna gli escursionisti lo fa in modo privato: ci sono quelli esperti, come Antonio De Rasis, e altri che sono agli inizi. La maggior parte si sono formati a livello regionale. Ma questo, tuttavia, non basta a prevedere la reazione della natura. (Antonio Alizzi)

 

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