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Omicidio Damiano Galizia, annullato l’ergastolo a Francesco Attanasio

Omicidio Damiano Galizia, annullato l’ergastolo a Francesco Attanasio

La Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro ha riformato la sentenza del tribunale di Cosenza in riferimento all’omicidio di Damiano Galizia. I giudici di secondo grado infatti hanno annullato l’ergastolo inflittogli dal giudice Giuseppe Greco che aveva ritenuto non credibile l’imputato Francesco Attanasio.

La Corte d’Assise d’Appello invece ha condannato, col rito abbreviato, l’uomo di San Lorenzo del Vallo a 15 anni di reclusione ritenendo le attenuanti generiche equivalenti ai futili motivi. Una sentenza dunque che cambia totalmente gli orizzonti processuali di Attanasio, difeso dagli avvocati Francesco Formica del foro di Palmi e Francesco Gambardella del foro di Lamezia Terme, che dal “fine pena mai” passa una condanna più mite, visto che si tratta comunque di un imputato reo confesso.

Quello che i giudici di secondo grado hanno accolto e valorizzato sono senza dubbio i motivi d’appello presentati dalla difesa e condivisi dalla procura generale. Nello specifico, la sentenza di primo grado presentava un errore, a dire della difesa, ovvero la trasformazione dell’occultamento di cadavere in distruzione di cadavere non era riportata nel dispositivo, perciò il capo d’imputazione era rimasto con un trattamento sanzionatorio differente. 

In primo grado, nonostante il racconto auto-accusatorio, il gup aveva negato le attenuanti generiche, facendo intendere nelle motivazioni della condanna che Attanasio – imputato sui generis specialmente nelle dichiarazioni rese ai magistrati, alle forze dell’ordine e nei colloqui in carcere intercettati con i parenti – in qualche modo aveva premeditato l’omicidio. La pubblica accusa, comunque, aveva chiesto 16 anni di carcere. Le parti civili sono rappresentate dagli avvocati Francesco Boccia e Filippo Cinnante.

Damiano Galizia fu ucciso il 26 aprile del 2016 ad Arcavacata al termine di una lite con Attanasio che sparò all’indirizzo del suo amico diversi colpi di arma da fuoco. Dopo un paio di giorni si costituì alla Questura di Cosenza che in quelle ore trovarono un arsenale di armi, secondo Attanasio, riconducibile ai Galizia. (a. a.)

 

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