martedì,Maggio 28 2024

Occhiuto, tre proposte per affrontare il contagio

Tre proposte alle autorità sanitarie e Jole Santelli nell’appello che Mario Occhiuto ha deciso di lanciare nella sua qualità di massima autorità sanitaria locale. Spostare i pazienti «di più facile gestione» dagli ospedali di Cosenza a quelli della provincia per riservare Annunziata e Mariano Santo a eventuali casi di Covid-19. Aumentare le strutture mobili in

Occhiuto, tre proposte per affrontare il contagio

Tre proposte alle autorità sanitarie e Jole Santelli nell’appello che Mario Occhiuto ha deciso di lanciare nella sua qualità di massima autorità sanitaria locale. Spostare i pazienti «di più facile gestione» dagli ospedali di Cosenza a quelli della provincia per riservare Annunziata e Mariano Santo a eventuali casi di Covid-19. Aumentare le strutture mobili in cui effettuare visite mediche a chi sospetta di aver contratto il virus. Ma, soprattutto, assumere personale sanitario e dotarlo di tutte le protezioni necessarie allo svolgimento in sicurezza del proprio lavoro, oggi più importante che mai.
Non ci sono casi di contagio registrati in città, ma la prudenza non è mai troppa. E il sindaco di Cosenza suggerisce come fronteggiare eventuali necessità di posti letto in terapia intensiva o in isolamento a causa del coronavirus.

Posti letto in terapia intensiva ed isolamento

«A breve – sottolinea Occhiuto – si potrebbe profilare la necessità di avere dei posti in terapia intensiva, cosa che si può solo cercare di ottenere nelle strutture esistenti. Lo stesso vale per i posti letto in isolamento. Sia per gli uni che per gli altri – aggiunge – occorrono ambienti con pressione negativa, da cui l’aria non può uscire, oltre a tutta l’impiantistica medicale. Non si può pensare a nuove strutture, anche provvisorie, da realizzare nei prossimi giorni». Ecco allora Occhiuto proporre alla governatrice, al direttore generale dell’Ao e al commissario dell’Asp quella che ritiene la cosa più sensata da fare.

«È più agevole – scrive – ricollocare pazienti affetti da altre patologie, di più facile gestione, per creare gli spazi necessari alle nuove esigenze indotte dal coronavirus che si dovessero manifestare. La ricollocazione potrebbe avvenire in ospedali semivuoti come Rogliano, San Marco Argentano, Rossano, Cetraro, Praia e Lungro, dove peraltro il sindaco ha già dato la disponibilità dell’ex ospedale ora riconvertito in Casa della salute. Basterebbe poco per riattivare qualche reparto per malati che non hanno particolari esigenze e creare posti all’Annunziata e al Mariano Santo per i pazienti affetti da coronavirus».

Occhiuto offre le tende della Protezione civile

Una seconda proposta riguarda il Pronto soccorso e i medici di base. Secondo Occhiuto servirebbero «altre tensostrutture, oltre quella del triage già allestita nel piazzale esterno del Dea, per consentire di effettuare visite mediche alle persone che sospettano di essere state contagiate». Una soluzione, questa, utile a «evitare che le stesse che si rechino al Pronto soccorso e agli studi medici, diffondendo ad altri pazienti più vulnerabili il contagio». Il sindaco mette, quindi, a disposizione le tende in dotazione alla Protezione civile comunale.

Più personale e sicurezza per gli operatori

L’appello vero arriva alla fine del messaggio alla governatrice e alle autorità sanitarie. «Ci vogliono – evidenzia Occhiuto – più medici, più infermieri ed ausiliari, senza i quali l’emergenza che potrebbe profilarsi non potrà essere adeguatamente fronteggiata».
Il sindaco si schiera, quindi, al fianco di Eugenio Corcioni, che ha chiesto ai vertici della sanità cosentina e regionale l’acquisto urgente delle necessarie protezioni per le persone impegnato nella tutela della salute. «Recepiamo senza esitazioni – continua – le sollecitazioni del presidente dell’Ordine dei medici per dotare tutti gli operatori sanitari dei necessari equipaggiamenti per prevenire il contagio. Nessuna iniziativa è stata ancora assunta per consentirgli di attendere ai loro compiti nella maggior sicurezza possibile, evitando che le strutture sanitarie possano diventare luoghi di maggiore diffusione del virus. Offriremo – conclude – la nostra più assoluta collaborazione nell’interesse dei cittadini e della tutela della loro salute».

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