lunedì,Luglio 22 2024

Le verità di Nicola Acri: «La strage di via Popilia e il delitto di Gianfranco Iannuzzi sono collegati»

Il collaboratore di giustizia, ex boss di Rossano, parla anche del duplice omicidio di mafia avvenuto a Cosenza e di un altro caso di "lupara bianca"

Le verità di Nicola Acri: «La strage di via Popilia e il delitto di Gianfranco Iannuzzi sono collegati»

Nicola Acri, boss e killer. Killer e boss. Ma oggi è soltanto un pentito. E in qualità di collaboratore di giustizia rivela fatti di ‘ndrangheta avvenuti nel passato, quando l’ex capo società di Rossano, era uno degli esponenti mafiosi più temuti in provincia di Cosenza, per via delle sue amicizie con i Cirotani e i cassanesi.

Nelle carte della maxi-inchiesta contro la ‘ndrangheta cosentina, sono presenti alcune dichiarazioni non omissate di Nicola Acri che ai magistrati di Catanzaro, diretti dal procuratore Nicola Gratteri, racconta le dinamiche criminali e circostanze preziose relative ad omicidi di mafia, commessi in passato. Parla del duplice omicidio Chiodo-Tucci, conosciuto come la “strage di via Popilia“, e del delitto di Gianfranco Iannuzzi, detto “‘ntacca“. Sono tutti passaggi che aiutano i pm antimafia, a mettere i tasselli al posto giusto, arricchendo ulteriormente il quadro probatorio. Come nei due casi di “lupara bianca”, di cui vi abbiamo riferito in un altro servizio.

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«A proposito del duplice omicidio Chiodo-Tucci, so che è stato organizzato principalmente da Franco Bevilacqua, coadiuvato dal gruppo di fuoco, principalmente da Luigi Berlingieri, detto “faccia di ghiaccio“, Tonino e Nino, anche se non so se hanno partecipato attivamente all’esecuzione di questo omicidio. Queste circostanze, ed in particolare la partecipazione di Luigi Berlingieri, mi è stata riferita successivamente da Edoardo Pepe», poi ucciso dai Forastefano di Cassano Ionio insieme a Fioravante Abbruzzese.

«Preciso – dichiara il pentito Nicola Acri – che anche l’uccisione di Tucci, che si trovava in compagnia di Chiodo, non è stata casuale». Dalla “strage di via Popilia“, si passa poi all’assassinio di Gianfranco Iannuzzi, detto “‘ntacca“. «In particolare so che Gianfranco Iannuzzi, avendo partecipato attivamente all’omicidio Chiodo-Tucci, è stato poi fatto sparire quindi ucciso in quanto si temeva che potesse collaborare con la giustizia e riferire sul coinvolgimento di Luigi Berlingieri e degli altri nell’omicidio Chiodo-Tucci. Preciso che la vicenda dell’omicidio di Gianfranco Iannuzzi è stata già giudiziariamente trattata nel procedimento Timpone Rosso, nel quale ho riportato condanna per altre vicende» conclude Nicola Acri.

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