giovedì,Febbraio 29 2024

Cosenza, la sfida di cinque ingegneri sudamericani: rendere smart il trasporto pubblico

Coadiuvati da Angelo Macilletti, in organico presso uno spin-off dell'Unical hanno proposto all'assessore Incarnato la progettazione e la realizzazione di un'applicazione che mira alla digitalizzazione del servizio bus. «Siamo interessati, eccome»

Cosenza, la sfida di cinque ingegneri sudamericani: rendere smart il trasporto pubblico

Non solo medici cubani in Calabria, ma anche ingegneri panamensi, uruguaiani, colombiani, ecuadoregni e, per l’appunto, cubani. Stanno cercando di mettere a punto un progetto con il Comune di Cosenza per sviluppare una piattaforma che renda più smart il servizio di trasporti urbano. Ieri mattina i professionisti latino-americani hanno incontrato in maniera preliminare l’assessore all’Urbanistica Pina Incarnato insieme ad Angelo Macilletti.

Si tratta direttore delle relazioni internazionali di Smart City Instruments, la spin-off dell’Università della Calabria e start-up innovativa che sviluppa e realizza prodotti e servizi in ambito smart city. Di recente ha fatto parte della delegazione che ha accompagnato l’ambasciatrice panamense Ana Maria Reyes Castillo all’incontro con Unindustria Calabria.

Il programma “Tecnologie digitali per città intelligenti e sostenibili”

I tirocinanti hanno la mission “Tecnologie digitali per città intelligenti e sostenibili” e vengono ospitati all’interno dello spin-off dell’Unical grazie ad un accordo di collaborazione stipulato tra il CEO Alfredo Sguglio ed il Segretario Generale di IILA, l’ambasciatrice Antonella Cavallari. Il progetto è inserito all’interno delle attività di IILA e del Foro PYMES coordinato dal dottor Jose Luis Rhi Sausi. È strutturato in due fasi distinte ma complementari: inizialmente, è prevista una componente formativa, essenziale per acquisire una profonda comprensione del tessuto socio-culturale e delle dinamiche locali. Successivamente, si passa all’implementazione di un segmento operativo, caratterizzato dalla progettazione e realizzazione di interventi strategici destinati a esercitare un’influenza benefica sull’ambiente urbano

Proprio questa parte abbraccia l’auspicata partnership con Palazzo dei Bruzi ed è finalizzata, almeno nelle intenzioni, al miglioramento della vita cittadina attraverso un interscambio di conoscenze scientifiche e di applicazioni pratiche. Nella fattispecie, la zona d’intervento individuata da assessore e ingegneri è quella dei trasporti pubblici. Come? Con la realizzazione di un’app che spinga i cittadini sui mezzi comunali, così da abbandonare l’eccessivo utilizzo delle autovetture. Sarà necessario un incontro supplementare con i vertici di Amaco, in particolare con l’amministratore unico Michelangelo Mastrolorenzo, al quale verrà esplicitata l’idea di partenza.

Monitoraggio delle tratte e dell’utenza

La discussione è stata articolata ed ognuno dei partecipanti ha portato un esempio pratico di quale sia l’offerta ai cittadini nella madre patria. Specialmente nelle capitali e nelle metropoli, la digitalizzazione ha un grado di penetrazione nella popolazione decisamente elevato. Per questo, il trasporto pubblico si è integrato con il privato talvolta anche mediante ticket comuni. Nelle zone periferiche, invece, la situazione è equiparabile alla Calabria, dove il delta tra le nuove generazioni e gli over 55 in tema di utilizzo del digitale è molto ampio

Hanno preso la parola María Laura Acosta Gualco del Ministero di Industria, Energia, Miniere e Telecomunicazioni dell’Uruguay, Jonathan Beitia Ojo, PMI Ads Manager, LIT Digital Marketing di Panama, Johny Gustavo Pilco Quihuiri, Divisione Informatica, Sistempla S.A. dell’Ecuador, Anyi Katherine Tamayo Saavedra, Tecnoacademia – Sennova, Neiva, SENA – Servicio Nazionale di Formazione della Colombia ed Ernesto Rosales Olivera, CEO e coordinatore progetti AsTrack di Cuba.  

Pina Incarcato ha spiegato che il livello di digitalizzazione a Palazzo dei Bruzi era basso, tanto che solo di recente è stato installato un software per collegare i settori interni dell’Ente. «A Cosenza – ha detto – interessa il concetto di Smart City e ci interessa per il trasporto pubblico. La difficoltà maggiore è il monitoraggio delle tratte e dell’utenza. Non sappiamo quanti prendono il bus, dove lo fanno e quanto impiegano a giungere a destinazione. Servirebbe una raccolta dati precisa che ci permetta il tracciamento. Di base, un cittadino oggi non sa dove prendere il bus, quando arriverà il mezzo e come fare il biglietto».

La risposta degli ingegneri è stata quasi laconica, al netto delle difficoltà incontrate nell’area urbana, con esperienza personale negativa, per spostarsi dall’Unical verso il centro città: «L’operazione più grande riguarda una campagna comunicativa di motivazione: bisogna fare capire che sfruttando il digitale, ogni cittadino avrà una qualità migliore della propria vita». Il tempo di realizzazione dell’app dovrebbe essere rapidissimo: un mese al massimo. «Potremmo pensare di sperimentarla su Cosenza e poi allargarlo all’intera Regione» ha concluso uno dei professionisti sudamericani. Una botta di ottimismo.   

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