La ditta Iaquinta Saverio ha presentato alla Regione Calabria la richiesta delle condizioni ambientali da allegare all’istanza di Verifica di assoggettabilità a VIA, prevista dall’articolo 19 del D.Lgs. 152/2006, per il progetto di modifica dell’impianto di recupero di rifiuti speciali non pericolosi con sede a San Giovanni in Fiore, in contrada Nunziatella.

L’istanza riguarda la nuova configurazione dell’impianto e punta, come viene riportato nella documentazione, alla riunificazione sotto un unico titolo autorizzativo dell’impianto rifiuti e dell’impianto di betonaggio per la produzione di calcestruzzo, già attivo nella stessa proprietà, oltre alla richiesta di aumento dei quantitativi in ingresso.

Nel modulo trasmesso al Settore valutazioni ambientali della Regione, il proponente evidenzia che l’azienda opera già in forza di un’Autorizzazione unica rilasciata ai sensi dell’articolo 208 del decreto legislativo 152 del 2006 per l’impianto di recupero rifiuti speciali non pericolosi, con DDG n. 6575 del 19 giugno 2020, successivamente rettificato con DDG n. 22 del 5 gennaio 2021. La ditta risulta inoltre in possesso di Autorizzazione unica ambientale, rilasciata con decreto dirigenziale della Provincia di Cosenza n. 14001119 del 29 maggio 2024, relativa alla gestione dell’impianto di betonaggio.

La richiesta delle condizioni ambientali è articolata in tre macrofasi: ante operam, corso d’opera e post operam. Per ciascuna fase vengono analizzati gli aspetti legati ad atmosfera, ambiente idrico, suolo e sottosuolo, rumore e vibrazioni, salute pubblica, mitigazioni e monitoraggio ambientale.

Per quanto riguarda la fase ante operam, il documento precisa che la ditta adotta già misure ambientali volontarie e prescritte dalle autorità competenti. Sul fronte dell’atmosfera, le principali emissioni sono ricondotte a polveri diffuse generate dalla movimentazione e dallo stoccaggio dei rifiuti, dalle operazioni di carico e scarico, dal transito dei mezzi e dalle lavorazioni collegate al trattamento degli inerti e alla produzione di calcestruzzo. Tra le misure già in atto vengono indicate la pavimentazione e impermeabilizzazione delle aree di transito e stoccaggio, la bagnatura periodica di piste e cumuli, l’organizzazione dei cumuli per limitarne l’esposizione al vento e la regolamentazione della velocità dei mezzi.

Sul piano dell’ambiente idrico, l’impianto viene descritto come già dotato di un sistema di raccolta e trattamento delle acque, con superfici impermeabilizzate, pendenze per il convogliamento dei liquidi e vasca di prima pioggia a doppia camera. In relazione a suolo e sottosuolo, la documentazione richiama la presenza di superfici pavimentate e impermeabilizzate per la messa in riserva dei rifiuti. Quanto a rumore e vibrazioni, si sottolinea che il sito si trova in zona industriale del Comune di San Giovanni in Fiore, priva di recettori potenziali, e che l’impianto dispone già di Nulla osta acustico rilasciato dal Comune. Per la salute pubblica, viene evidenziato che le operazioni sono svolte da personale formato, con idonei dispositivi di protezione e attrezzature sottoposte a manutenzione periodica.

Nella fase di corso d’opera, il proponente valuta un possibile incremento delle emissioni diffuse di polveri collegato alla movimentazione dei materiali e dei rifiuti e all’esercizio integrato dell’impianto di betonaggio. Tra le mitigazioni previste si legge che sarà verificata preliminarmente la piena efficienza dei sistemi di abbattimento polveri già esistenti, mentre per la viabilità sarà prevista la costante pulizia con lavaggio o spazzolatura a umido delle strade adiacenti all’impianto e dei primi tratti di viabilità pubblica in uscita. Nello stesso documento si specifica inoltre che per il trasporto del materiale non saranno utilizzati veicoli diesel pre Euro, Euro 1 e 2, senza filtro antiparticolato.

Per ambiente idrico, suolo e sottosuolo e salute pubblica, la relazione non individua condizioni ambientali ulteriori rispetto a quelle già in essere o valuta le interferenze come nulle o trascurabili. Sul piano di rumore e vibrazioni, viene invece considerato un possibile incremento marginale dei livelli sonori dovuto al funzionamento simultaneo delle apparecchiature, alle operazioni di carico e scarico e alla movimentazione dei mezzi. L’impatto, secondo quanto riportato, resterebbe comunque non significativo e nei limiti del D.P.C.M. 14 novembre 1997, anche in ragione della localizzazione dell’impianto e dell’organizzazione delle attività nelle sole fasce orarie diurne.

Tra le misure indicate in questa fase compaiono l’utilizzo di macchine e attrezzature conformi alla direttiva europea 2000/14/CE, la manutenzione costante dei macchinari, la regolazione degli orari di accesso dei mezzi per evitare concentrazioni nelle ore di punta, la limitazione delle attività rumorose alle fasce consentite e la disciplina della viabilità interna con riduzione della velocità dei mezzi e limitazione dei segnali acustici.

Nel post operam, la documentazione afferma che le variazioni delle emissioni in atmosfera rispetto allo stato attuale sarebbero pressoché nulle. Per i gas combusti associati ai mezzi di trasporto vengono richiamate alcune condizioni future, tra cui l’uso di combustibili meno inquinanti, motori più efficienti, velocità ridotta dei mezzi, manutenzione periodica, eventuale insonorizzazione delle macchine ed eventuale installazione di barriere acustiche perimetrali.

Per l’ambiente idrico, la ditta ribadisce che le attività di cantiere e di esercizio determineranno interferenze di entità nulla o trascurabile con le acque superficiali e sotterranee. Vengono comunque richiamate come azioni di minimizzazione del rischio la costante manutenzione del sistema di raccolta e canalizzazione delle acque meteoriche o di eventuali liquidi, il pretrattamento delle acque di dilavamento del piazzale attraverso disoleazione e la presenza della pavimentazione in conglomerato cementizio nell’area interna dell’impianto.

Anche sul fronte di suolo e sottosuolo, il documento considera nullo o trascurabile l’impatto potenziale, alla luce dei sistemi di captazione e trattamento e della pavimentazione nelle aree di movimentazione. Per rumore e vibrazioni, viene infine indicato che nel nuovo assetto dell’impianto saranno previste verifiche del clima acustico con periodicità più ravvicinata.