Città europee come Barcellona ne hanno già da tempo fatto una rete diffusa, diversi comuni italiani li stanno inserendo nelle proprie strategie di adattamento climatico e adesso stanno finalmente arrivando anche in Calabria. Mentre Reggio, marchiata dal bollino rosso, ha appena deliberato un piano straordinario contro il caldo individuando quattro edifici pubblici in cui offrire ristoro ai cittadini, già da un paio di settimane a Cosenza il primo rifugio climatico istituzionalizzato ha preso forma nella storica sede Inps di piazza Loreto. È la prima Inps d’Italia a offrire un servizio del genere, accanto alle prestazioni consuete.

«L’iniziativa nasce da una sensibilità di comunità e la comunità è quella dell'Inps di Cosenza – racconta il direttore provinciale Angelo Maria Manna –. Soprattutto attraverso gli occhi dei colleghi che quotidianamente sono in prima linea sul front end, abbiamo osservato i comportamenti dei nostri utenti e le sofferenze che patiscono in questo periodo di grande calura. Da qui ci siamo posti un interrogativo: che cosa possiamo fare per lenire queste sofferenze e creare un po' di sollievo e benessere?».

Così, in poche ore, una parte della sala d’attesa è stata attrezzata per accogliere chiunque abbia bisogno di sottrarsi all’afa. Clima piacevole, sedie, acqua a disposizione, giornali e riviste da sfogliare e un televisore su cui scorrono le notizie della giornata. Non è solo uno spazio climatizzato, ma un’idea che prova a ripensare il ruolo di un ufficio pubblico in un’estate in cui il caldo estremo non è più un’eccezione ma una condizione con cui fare i conti.

Destinatari non solo gli utenti dell’Inps, ma tutti i cittadini, come sottolinea Manna che invita «chiunque si trovi nelle vicinanze a varcare le soglie della nostra sede, qualora abbia necessità di qualche momento di ristoro».

Anche la Calabria comincia a dotarsi di rifugi climatici contro il caldo. A fare da apripista nei giorni scorsi l'Inps di Cosenza, che ha attrezzato una parte della sede provinciale per dare sollievo a utenti e cittadini contro le alte temperature di queste settimane.

Il riscontro finora è stato positivo. Ma c’è anche un altro aspetto, che riguarda il messaggio che l’iniziativa porta con sé. «Parliamo di welfare di prossimità e di welfare generativo. Un istituto come l’Inps oggi non può limitarsi a erogare prestazioni, ma deve contribuire a creare valore pubblico». Un valore che coincide, evidenzia il direttore provinciale dell’Inps, con il benessere delle persone, cercando di alleviare situazioni di disagio come quelle legate al caldo opprimente e lanciando «un messaggio, inedito, di solidarietà urbana».

Al momento si tratta di una sperimentazione, ma è una sperimentazione che potrebbe tracciare la strada nella direzione di quel cambio di paradigma che gli esperti da tempo invitano a intraprendere. Le ondate di calore sono sempre più frequenti e intense e tante città in Europa e anche in Italia stanno investendo nel liberarsi da asfalto e cemento inutili a vantaggio di zone verdi e ombreggiate e reti di rifugi climatici per proteggere soprattutto le fasce più vulnerabili della popolazione, come gli anziani. E in Calabria se ne sente proprio il bisogno.

«Non vogliamo essere un modello – precisa Manna – ma vogliamo ridurre le distanze con la cittadinanza, capire cosa accade fuori dai nostri uffici e costruire risposte concrete ai bisogni delle persone». E poi, certo, conta il fare rete: «Le potenzialità di questa iniziativa potranno esprimersi pienamente se riusciremo a costruire le giuste sinergie con le altre istituzioni del territorio».

L’idea comincia a farsi strada. Qualcuno si è messo in cammino e altri, si spera, seguiranno. Poi, come altrove è già stato fatto, non resterà che unire i punti su una mappa e osservare l’immagine che ne viene fuori: una nuova concezione di città che smette di subire eventi non più eccezionali e li affronta, mettendosi al servizio di chi ne ha bisogno.