Dall'esame del decreto emerge il motivo degli accertamenti sull'attuale direttore sportivo del Catanzaro e sull'ex ds del Napoli. Non sono indagati: i magistrati cercano mail, bozze contrattuali e documenti sulla trattativa Caprile
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Dall’esame del decreto di perquisizione, sequestro e informazione di garanzia emesso dalla Procura di Bari nell’ambito dell’inchiesta sulla cessione del portiere Elia Caprile dal Bari al Napoli è emerso anche il nome di Ciro Polito, attuale direttore sportivo del Catanzaro ed ex ds del Bari, insieme a quello del calabrese Mauro Meluso, ex direttore sportivo del Napoli. Le carte chiariscono un punto fondamentale: né Polito né Meluso risultano indagati.
L’informazione di garanzia riguarda esclusivamente Luigi e Aurelio De Laurentiis, iscritti nel registro degli indagati per le ipotesi di false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta legate alla gestione della SSC Bari. Nel decreto la Procura spiega di aver esteso le perquisizioni anche ad alcuni soggetti che, in ragione del ruolo ricoperto nella trattativa, potrebbero essere in possesso di documentazione utile a ricostruire l’operazione di mercato. Tra questi figurano appunto l’attuale direttore sportivo del Catanzaro Ciro Polito, l’ex ds del Napoli Mauro Meluso, l’ex dirigente azzurro Cristiano Giuntoli e il procuratore sportivo Graziano Battistini.
Per quanto riguarda Polito, i magistrati evidenziano che fu il principale referente del Bari nella trattativa per la cessione di Elia Caprile al Napoli. Proprio per il ruolo ricoperto, ritengono che possa conservare sui propri dispositivi elettronici, nelle caselle di posta e negli archivi informatici comunicazioni, bozze contrattuali e altri documenti utili a ricostruire le modalità con cui venne negoziato il trasferimento del calciatore e a verificare gli aspetti economici dell'operazione, compresa la mancata previsione della clausola sulla futura plusvalenza.
Per Meluso, invece, il decreto sottolinea che seguì la fase successiva all'acquisizione di Caprile da parte del Napoli, ricoprendo il ruolo di direttore sportivo del club partenopeo. Secondo la Procura, anche lui potrebbe essere in possesso di atti, comunicazioni e documentazione relativi alla gestione dell'operazione dopo il perfezionamento dell'accordo e ai rapporti intercorsi tra Napoli e Bari, elementi ritenuti utili per ricostruire l'intera vicenda oggetto d'indagine.
L’indagine della Procura di Bari ruota attorno all’operazione di mercato conclusa nell’estate del 2023. Secondo l’ipotesi accusatoria, contestata esclusivamente ai due indagati, il Bari avrebbe ceduto il portiere al Napoli senza prevedere una clausola che consentisse al club pugliese di partecipare alla futura plusvalenza derivante da una successiva rivendita del calciatore.


