Il presidente del Consorzio Valle Crati rilancia la proposta inviata alla Regione: gestione temporanea in house, riassorbimento dei dipendenti e sostegno finanziario per garantire la continuità del servizio
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Mentre prosegue il confronto sulla vertenza Amaco, il Consorzio Valle Crati rivendica di aver già presentato alle istituzioni una proposta concreta per evitare il fallimento del servizio di trasporto pubblico locale e salvaguardare i 108 posti di lavoro. Il piano, formalizzato il 22 luglio, è stato trasmesso all'Assessorato regionale ai Trasporti, al Comune di Cosenza, alla Curatela della liquidazione giudiziale, alle organizzazioni sindacali e, per conoscenza, al giudice delegato del Tribunale di Cosenza.
A rilanciare l'iniziativa è il presidente del Consorzio Valle Crati, Maximiliano Granata, che pone una domanda destinata ad alimentare il dibattito: «Perché buttare a mare più di cento lavoratori quando esiste una soluzione pubblica?»
La proposta individua un percorso amministrativo e giuridico che, secondo il Consorzio, consentirebbe di garantire la continuità del servizio senza disperdere il patrimonio professionale dell'azienda. Tra i punti principali figurano l'attivazione dell'articolo 10 dello Statuto del Consorzio Cometra, l'affidamento temporaneo in house del servizio al Consorzio Valle Crati per un periodo compreso tra dodici e ventiquattro mesi, il riassorbimento dell'intero organico, il sostegno finanziario della Regione Calabria nella fase di avvio, la tutela dei mezzi e degli altri beni strategici e un cronoprogramma con tempi certi per rendere operativa la nuova gestione.
Granata sottolinea come la proposta poggi sulla situazione economica raggiunta dal Consorzio Valle Crati dopo il percorso di risanamento degli ultimi anni. «Quando ci siamo insediati abbiamo ereditato un disavanzo di circa 40 milioni di euro. Oggi quel deficit è stato completamente azzerato ed è stato trasformato in un avanzo di amministrazione di circa 8 milioni di euro», evidenzia il presidente, indicando proprio questo risultato come la principale garanzia della sostenibilità del piano.
Secondo il Consorzio, l'obiettivo non è dar vita a un'operazione straordinaria priva di coperture, ma mettere a disposizione del territorio un ente pubblico che ha già dimostrato di saper risanare i propri conti e che ritiene di possedere oggi le capacità organizzative, amministrative e finanziarie per gestire il rilancio di Amaco.
Nella nota trasmessa alle istituzioni viene inoltre chiesta la convocazione urgente di un tavolo con Regione Calabria, Comune di Cosenza, Curatela della liquidazione giudiziale, organizzazioni sindacali e Consorzio Valle Crati, affinché la proposta possa essere esaminata e tradotta rapidamente in provvedimenti amministrativi. Il documento sollecita anche la salvaguardia del patrimonio aziendale, evitando la vendita dei mezzi e degli altri beni ritenuti indispensabili per assicurare la continuità del servizio.
Nel frattempo il confronto politico continua ad arricchirsi di nuove prese di posizione. Nelle ultime ore anche Europa Verde-Alleanza Verdi e Sinistra ha chiesto l'apertura di un tavolo istituzionale alla Cittadella regionale, la sospensione delle procedure di licenziamento e il pieno assorbimento dei lavoratori. Richieste che, sottolinea il Consorzio Valle Crati, si inseriscono in un dibattito già avviato dopo la presentazione del proprio piano operativo.
Ora l'attenzione si concentra sulle decisioni della Regione Calabria, chiamata a valutare se dare seguito alla proposta del Consorzio Valle Crati oppure lasciare che la vertenza prosegua lungo un percorso ancora caratterizzato dall'incertezza, con ripercussioni sul futuro dei lavoratori e sulla continuità di un servizio essenziale per l'area urbana di Cosenza.

