Il montepremi è il più alto al mondo: ecco tempi, regole e tasse sulla vincita
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Il jackpot del SuperEnalotto continua a crescere e raggiunge quota 154,3 milioni di euro, confermandosi il più alto a livello mondiale. Una cifra che alimenta l’immaginario collettivo, ma che - al netto di regole e prelievi fiscali - è meno “piena” di quanto sembri.
Chi dovesse centrare il “6” ha a disposizione 90 giorni per presentare la ricevuta vincente, a partire dalla pubblicazione del Bollettino Ufficiale. Una finestra temporale rigida, oltre la quale il diritto alla riscossione decade.
Per importi di questa entità, non esistono scorciatoie: la vincita può essere incassata esclusivamente presso gli Uffici Premi Sisal di Milano o Roma. Nel caso di giocate online, oltre alla stampa della schedina vincente, sono richiesti documento d’identità e codice fiscale.
Il nodo centrale resta però quello fiscale. In Italia si applica la cosiddetta “tassa sulla fortuna”: un prelievo del 20% sulla parte eccedente i 500 euro. Tradotto in cifre, su un jackpot da 154,3 milioni, il fisco trattiene poco meno di 31 milioni.
Il risultato è che il vincitore porterebbe a casa circa 123,5 milioni di euro netti. Una somma comunque enorme, ma significativamente ridimensionata rispetto al dato iniziale.
Il meccanismo è noto, ma spesso sottovalutato: il jackpot è una cifra lorda, mentre il sogno - quello reale - è sempre al netto.

