Dopo la nota della Camera penale, arriva l’intervento sulla polemica nata dal docufilm dedicato al dirigente comunista ucciso nel 1980
Tutti gli articoli di Lettere e Opinioni
PHOTO
Apprendo, da un comunicato diramato dalla Camera Penale di Cosenza “Avvocato Fausto Gullo”, che, in occasione della presentazione del docufilm dal titolo “Chi ha ucciso Giovanni Losardo”, la regista Giulia Zanfino si sarebbe lasciata andare ad alcune considerazioni su mio nonno Luigi Gullo; più in particolare, definiva inconcepibile la circostanza che un comunista come Luigi Gullo, potesse avere difeso uno degli imputati per l’omicidio del Dott. Losardo.
Faccio una premessa: conosco la Dott.ssa Zanfino per averla aiutata, proprio allorquando stava lavorando al docufilm, a richiedere ed ottenere le necessarie autorizzazioni per intervistare Franco Muto, ovvero quell’imputato che mio nonno difese in quel processo e che fu assolto; in quel periodo, infatti, ero io a difendere Franco Muto nell’ultimo procedimento penale a suo carico ed è proprio in quell’ambito che sono state concesse le autorizzazioni alla Dott.ssa Zanfino.
Precisato ciò, ritengo che non ci sia cosa peggiore che essere comunisti a giorni alterni, ovvero pronti ad erigersi a portatori di ogni diritto, ad invocare il diritto di cronaca, il diritto a manifestare, il diritto a dissentire, il diritto di difesa, ogni qualvolta torni utile, per poi indignarsi se un Avvocato, un Difensore, custode di quei diritti, garantisca al proprio assistito, presunto innocente, il diritto di difesa costituzionalmente tutelato.
Alla Dott.ssa Zanfino bisognerebbe ricordare che, allorquando Fausto Gullo partecipò alla Commissione dei 75, lavorò alacremente affinché ad ogni cittadino, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinione politica e di condizioni personali e sociali, fosse garantita la tutela di dei diritti fondamentali, compreso il diritto di difesa.
Ed è proprio esercitando quel diritto di difesa davanti ai Giudici di una Corte di Assise (e non in piazza o in televisione), che l’Avvocato Luigi Gullo portò a termine il suo mandato professionale, così come ha sempre fatto nel corso di oltre 50 anni di professione.
Ed allora, ciò che ritengo davvero inconcepibile, non è che mio nonno, Avvocato Luigi Gullo, abbia onorato la sua Toga, tutelando il diritto di difesa del proprio assistito, imputato, prima presunto innocente e poi dichiarato innocente con sentenza definitiva, ma è che oggi, a distanza di 80 anni dall’entrata in vigore della Costituzione, quel diritto venga costantemente calpestato, mediante la quotidiana celebrazione di processi mediatici nei quali gli indagati sono presunti colpevoli, condannati dall’opinione pubblica ancor prima che un giusto processo venga celebrato, salvo poi essere assolti nelle sedi a ciò deputate.
Concludo dicendo che oggi bisognerebbe avere il coraggio di prendere atto che quella vicenda processuale è, purtroppo, conclusa; dico purtroppo perché, dopo tanti anni, l’omicidio del povero Compagno Giannino Losardo è ancora senza colpevoli.
Ciò, tuttavia, non giustifica l’attacco a chi, per tutta una vita, ha fatto della difesa dei diritti la propria bandiera, a prescindere dal colore politico di appartenenza. (*avvocato e nipote di Luigi Gullo)

