Il capogruppo di Futura: «L’assessore si vanta di un 80% di lavori di manutenzione effettuati, ma poi il sindaco firma l’ordinanza per l’uscita alle 11.30. Ci dica quali edifici scolastici hanno vulnerabilità sismica e perché vengono restituiti 165 mila euro per la primaria di via Vanni»
Tutti gli articoli di Politica
PHOTO
«Qualche giorno fa l’Assessore ai Lavori Pubblici di Rende Pierpaolo Iantorno ha annunciato che sarebbe stato completato circa l’80% degli interventi di manutenzione straordinaria nelle scuole comunali. Un dato presentato come prova dell’efficienza dell’Amministrazione. Ma basta guardare quello che è successo subito dopo per capire che quella percentuale racconta solo una parte della realtà. Pochi giorni dopo, infatti, il sindaco ha dovuto disporre l’uscita anticipata dalle scuole alle 11:30 a causa delle alte temperature e del disagio all’interno degli edifici. La domanda è quindi inevitabile: 80% di cosa?». A porre il quesito è Marco Ghionna, consigliere di minoranza e capogruppo di Futuro.
«Perché fare manutenzione non significa avere risolto i problemi di una scuola - evidenzia -. Una cosa è sistemare locali, servizi, infissi o altre parti dell’edificio. Altra cosa è sapere se quell’edificio è sicuro dal punto di vista sismico. Altra ancora è sapere se è energeticamente efficiente e capace di garantire condizioni accettabili durante i periodi di caldo. Sono questioni diverse. E non possono essere messe tutte dentro una percentuale».
«C’è poi un fatto ancora più importante – aggiunge ancora -. Con la deliberazione di Giunta n. 266 del 27 agosto 2026, il Comune ha disposto la restituzione di 165.555,47 euro relativi al finanziamento per l’adeguamento sismico e degli impianti tecnologici della scuola primaria di via Domenico Vanni, nell’ambito di un intervento originariamente finanziato per 1.060.000 euro. Parliamo dello stesso plesso nel quale l’Amministrazione ha deciso di trasferire temporaneamente anche i bambini della scuola dell’infanzia resa inagibile dall’incendio».
«A questo punto non servono altre dichiarazioni rassicuranti. Servono risposte precise – evidenzia Ghionna -. Quali lavori di adeguamento sismico sono stati effettivamente realizzati nella scuola primaria di via Domenico Vanni? Quali restano da fare? Perché vengono restituiti 165 mila euro? Con quali risorse sarà completato ciò che eventualmente manca e in quali tempi? E soprattutto: qual è oggi la situazione strutturale e sismica di quel plesso? Nessuno sta affermando, senza documenti, che quella scuola sia insicura. Proprio per questo chiediamo che sia il Comune a mostrare i documenti e a dire con chiarezza qual è la situazione».
Per il capogruppo di Futuro, «la questione non riguarda soltanto via Domenico Vanni». «L’Amministrazione dovrebbe dire alla città come stanno realmente tutte le scuole comunali, una per una. Vogliamo sapere quali edifici sono stati sottoposti a verifiche di vulnerabilità sismica, quali problemi sono emersi, quali interventi sono stati eseguiti, quali sono ancora necessari e quali risorse sono state previste per completarli. Questo è il dato che interessa alle famiglie. Non sapere semplicemente che “l’80% dei lavori è stato fatto» spiega.
«C’è poi il tema dell’efficienza energetica, che quanto accaduto in questi giorni rende impossibile ignorare. Se con temperature elevate diventa necessario ridurre l’orario scolastico, bisogna chiedersi in quali condizioni siano gli edifici: quanto trattengono il calore, come sono esposti, come funzionano gli impianti, se esistono sistemi di ombreggiamento e ventilazione adeguati e quali interventi siano necessari per migliorare il comfort nelle aule. Non si può affrontare ogni estate il problema mandando prima a casa gli studenti. Occorre - sostiene l’esponente di centrodestra - programmare interventi seri sugli edifici: involucri, impianti, protezione dal caldo, consumi energetici e qualità degli ambienti interni».
«Per questo chiediamo all’assessore Iantorno di portare in Consiglio comunale un quadro semplice e leggibile, scuola per scuola, indicando per ciascun edificio almeno tre cose: stato della sicurezza strutturale e sismica, condizioni energetiche e impiantistiche, lavori ancora necessari con relativi tempi e risorse. È questo che manca oggi - dice Ghionna -. L’80% può anche essere un dato corretto rispetto agli interventi inseriti in un determinato programma. Ma non può essere usato per far credere che l’80% dei problemi delle scuole di Rende sia stato risolto, perché non è la stessa cosa. Le scuole non si giudicano dal numero dei cantieri dichiarati conclusi. Si giudicano da una domanda molto più semplice: sono sicure, sono efficienti e sono adeguate per ospitare ogni giorno studenti e personale? Su questo chiediamo risposte. Con atti, numeri e tempi».

