Il Documento Unico di Programmazione e il bilancio di previsione 2026-2028 approvati dal Consiglio comunale di Rende vengono definiti «una visione di sviluppo sostenibile, inclusiva e fondata su trasparenza, partecipazione e responsabilità», come sottolinea Francesco Tenuta nella sua nota commentando gli atti finanziari dell’amministrazione. «Questi strumenti – afferma – coniugano ambizioni programmatiche e vincoli finanziari, evitando programmazioni irrealistiche o meramente propagandistiche.»

Secondo Tenuta, la forza del Dup sta nell’impostazione complessiva: «Si apprezza la visione sistematica e integrata dello sviluppo territoriale, che supera la frammentazione settoriale.» Una lettura che insiste sulla necessità di collegare ambiente, urbanistica, economia e welfare nella stessa traiettoria amministrativa.

In questo quadro la transizione ecologica non è considerata un ambito isolato, ma «un principio che permea le scelte urbanistiche, economiche e di mobilità». Dal consumo di suolo zero alle comunità energetiche sviluppate nell’area industriale, dall’efficientamento edilizio ai trasporti sostenibili, la programmazione viene presentata come una strategia unitaria. Il riferimento è anche alle collaborazioni con l’Università della Calabria per la formazione professionale, all’innovazione tecnologica legata all’industria 4.0 e all’economia circolare come nuove direttrici di sviluppo.

La dimensione culturale, aggiunge Tenuta, è parte integrante della visione: «La valorizzazione culturale si intreccia con lo sviluppo turistico, la rigenerazione urbana e la promozione dei prodotti agroalimentari locali.» Un approccio che, nella sua formulazione, mira a rafforzare identità, attrattività e coesione sociale.

Tenuta definisce il Dup «un vero e proprio vademecum per rendere la città più innovativa e virtuosa», arrivando a prospettarlo come «modello per altri enti locali». Il modello ambientale si fonda sul recepimento della direttiva “Case Green” e sulla promozione delle comunità energetiche, considerate leve per investimenti e occupazione nel settore delle rinnovabili. Il modello economico, invece, si lega allo sviluppo dell’area industriale, che sarà interessata da interventi su viabilità, illuminazione e trasporti pubblici, oltre alla realizzazione del Centro Servizi Multifunzionale pensato per attrarre investimenti e creare nuova occupazione.

Rilevante anche il capitolo dedicato ad artigianato e imprese sociali, sostenuti da «strategie mirate a favorire l’accesso ai finanziamenti europei e nazionali». Quanto alla sanità territoriale, il documento punta su telemedicina, assistenza domiciliare, medicina di prossimità e campagne di screening.

Sul fronte istruzione, gli interventi edilizi nelle scuole sono considerati prioritari «per rendere i luoghi di formazione più sicuri ed efficienti», senza dimenticare il contrasto alla dispersione scolastica. Per le politiche sociali, Tenuta elenca «la valorizzazione degli anziani e dei disabili, la creazione di un centro comunale per l’autismo e il rafforzamento dei progetti del Dopo di noi», con soluzioni abitative e co-housing sviluppate in rete con famiglie, associazioni e istituzioni sanitarie.

Infine, la cultura, con la valorizzazione della leggenda di Arintha e un calendario stabile di eventi in tutti i quartieri, affiancato alla promozione della cultura della legalità nelle scuole.

«Un Dup anno zero», conclude Tenuta, riprendendo la definizione dell’assessore comunale alle Finanze, che «proietta Rende verso il progresso».