Con la scomparsa di Alessandro Sicilia, la città di Rende perde una figura profondamente legata alla propria identità culturale e alla memoria del centro storico. A ricordarlo è stata l’Amministrazione comunale di Rende, che in una nota di cordoglio ha voluto sottolineare il profilo umano e artistico di un uomo capace di raccontare il borgo con la poesia, la scrittura e la fotografia.

Per il Comune, Alessandro Sicilia è stato un poeta e scrittore appassionato, un autodidatta di raro spessore che ha saputo trasformare in versi il proprio legame con il centro storico, il luogo in cui aveva vissuto sin dall’infanzia e che ha continuato a sentire come il cuore della propria ispirazione.

Un legame profondo con il centro storico di Rende

Nel ricordo dell’Amministrazione emerge con forza il suo attaccamento al borgo antico, vissuto non soltanto come spazio fisico ma come luogo dell’anima. Proprio a quel mondo, fatto di vicoli, volti, atmosfere e memoria, Alessandro Sicilia ha dedicato una parte importante della propria produzione poetica.

La sua scrittura, secondo quanto viene evidenziato, ha restituito in versi il senso di appartenenza a una comunità e a una storia collettiva che oggi Rende sente di perdere in uno dei suoi interpreti più autentici.

Poesia e fotografia, due linguaggi per raccontare il borgo

Accanto all’amore per la poesia, Alessandro Sicilia coltivava anche una forte passione per la fotografia, strumento attraverso il quale ha fissato nel tempo momenti, dettagli e immagini della vita del centro storico rendese.

È proprio questa doppia sensibilità, letteraria e visiva, a definire il suo percorso. Da una parte la parola poetica, dall’altra lo sguardo capace di cogliere ciò che rende unico un luogo e una comunità. Due linguaggi diversi, ma uniti dalla stessa urgenza: conservare e raccontare l’anima del borgo.

Un intellettuale vivace e raffinato

Nel messaggio di cordoglio, l’Amministrazione comunale lo ricorda anche come un intellettuale vivace e raffinato, capace nel corso degli anni di ottenere diversi riconoscimenti per la propria intensa attività artistica.

La sua figura viene così restituita non solo come quella di un autore profondamente radicato nel territorio, ma anche come quella di un protagonista della vita culturale locale, riconosciuto per la qualità del suo impegno e per la forza della sua testimonianza intellettuale.

Lo studio di corso Mazzini e la memoria del Novecento

Un passaggio particolarmente significativo del ricordo istituzionale riguarda il suo studio di corso Mazzini, descritto come un luogo pieno di ricordi e reliquie del Pci, quasi un piccolo museo capace di custodire una parte del Novecento che ha segnato e diviso intere generazioni.

In quella stanza si concentrava non solo una memoria privata, ma anche una memoria storica e politica più ampia, di cui Alessandro Sicilia viene indicato come uno dei rappresentanti più significativi. Un testimone di una stagione culturale e civile che ha lasciato un’impronta profonda anche nella storia di Rende.