Il presidente del Consiglio comunale dei giovani parla di partecipazione e risultati per ricostruire il rapporto tra i ragazzi e la politica
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C’è un dato che attraversa silenziosamente il presente: la distanza tra i giovani e la politica. Non è soltanto disaffezione, ma spesso una vera e propria estraneità. A Cosenza, però, si prova a invertire la rotta attraverso il Consiglio comunale dei giovani, organismo nato per favorire la partecipazione e il dialogo tra istituzioni e nuove generazioni. A guidarlo è Salvatore Giordano, studente universitario e presidente dell’assemblea.
«La sfiducia dei giovani è ormai strutturale», spiega Giordano. «Non nasce oggi, ma è il risultato di anni in cui la politica non è riuscita a parlare in modo autentico». Secondo il presidente, il problema non riguarda soltanto i contenuti, ma anche il linguaggio: «Spesso si utilizzano strumenti moderni, come i social, ma con modalità superficiali. Così si rischia di allontanare ancora di più chi si vorrebbe coinvolgere».
Il Consiglio comunale dei giovani si inserisce proprio in questo spazio critico. L’obiettivo non è sostituirsi alla voce dei ragazzi, ma creare le condizioni perché possano esprimersi direttamente. «Rappresentare non significa parlare al posto di qualcuno», sottolinea Giordano. «Significa costruire spazi reali di partecipazione».
Studente di Fisica, Giordano propone anche un approccio più concreto alla politica: «Il metodo scientifico insegna a distinguere tra ipotesi e realtà. Forse anche la politica dovrebbe recuperare questa capacità di verifica, evitando promesse non sostenibili».
Uno dei temi centrali resta il rapporto tra idee e azione. «Le idee sono fondamentali, ma da sole non bastano», osserva. «Il passaggio più difficile è trasformarle in decisioni concrete all’interno delle istituzioni». Un processo che richiede tempo, competenze e, soprattutto, continuità.
Sul tema delle eccellenze giovanili, il presidente invita a non fermarsi ai singoli esempi: «Valorizzare i talenti è importante, ma bisogna evitare che restino casi isolati. Serve creare un sistema che permetta a tutti di avere opportunità».
Lo sguardo si allarga poi alla città. Cosenza ha avanzato la candidatura a Città italiana dei giovani 2026, un progetto che punta a rafforzare il ruolo delle nuove generazioni nel tessuto urbano. «Essere una città dei giovani», afferma Giordano, «non significa solo organizzare eventi, ma costruire condizioni concrete perché possano restare e progettare il proprio futuro qui».
Resta però una sfida decisiva: coinvolgere chi oggi si sente completamente distante dalla politica. «Più che convincere con le parole», conclude, «bisogna mostrare risultati. Far vedere che la partecipazione può produrre cambiamenti reali, anche piccoli».
In un contesto segnato da sfiducia e disillusione, esperienze come quella del Consiglio comunale dei giovani rappresentano un tentativo di ricostruire un rapporto interrotto. La strada resta complessa, ma il segnale è chiaro: riportare i giovani al centro del dibattito pubblico non è più un’opzione, ma una necessità.

