Per tutta la gioranta di oggi il trend topic cittadino sarà il Cosenza Calcio. Questa sera, a partire dalle ore 18:36 con concetramento a piazza Kennedy, la città diventerà il teatro di una manifestazione di protesta. Al centro della contestazione dei sostenitori rossoblù ci sono il presidente Eugenio Guarascio e l’amministratrice Rita Scalise, finiti da anni nel mirino di una tifoseria esausta e decisa a chiedere a gran voce un cambio di rotta radicale.

Che la frattura sia profonda e non più sanabile lo dimostra anche l'eco nazionale che la protesta sta assumendo nelle ultime ore. Soltanto ieri sera, infatti, è apparso uno striscione di contestazione persino a Milano, nella centralissima piazza Duomo. Il testo testimonia come il malcontento dei supporter del Cosenza Calcio abbia superato i confini regionali, unendo la tifoseria fuori sede in un unico coro di dissenso contro l'attuale proprietà.

Gli anni della contestazione e il Marulla vuoto

Questa mobilitazione non nasce oggi, ma rappresenta l'apice di una contestazione che va avanti da anni. Una rottura drastica che, nel corso dell’ultimo torneo di Serie C, ha spinto l'intera tifoseria organizzata e i club a prendere la dolorosa decisione di disertare in massa le partite casalinghe allo stadio San Vito-Gigi Marulla. Gli spalti vuoti sono diventati il simbolo visivo di un distacco profondo tra la proprietà guidata da Guarascio e l'anima pulsante della piazza.

Adesso, però, la palla passa anche alla politica locale. I tifosi rossoblù non si limitano alla protesta di piazza, ma pretendono una risposta istituzionale concreta e immediata. Gli occhi sono tutti puntati sul sindaco Franz Caruso. La tifoseria chiede infatti il rispetto formale del deliberato del consiglio comunale aperto.

Questo atto amministrativo offre al primo cittadino una leva d’azione fondamentale: la possibilità di negare il nulla osta per l’utilizzo dello stadio Marulla alla società. Un eventuale muro contro muro istituzionale che potrebbe segnare una svolta decisiva per il futuro del Cosenza Calcio e della gestione Guarascio. La piazza ha parlato chiaramente, ora spetta alle istituzioni.