Il futuro immediato dello stadio San Vito-Gigi Marulla entra in una fase delicata. Il Settore Lavori pubblici del Comune di Cosenza, attraverso il dirigente Salvatore Modesto, ha depositato una relazione tecnica redatta dopo la consegna del progetto esecutivo di riqualificazione dell’impianto da parte dell’aggiudicatario.

Dal documento emerge una situazione di incompatibilità tra le attività di cantiere previste e lo svolgimento delle attività sportive all’interno dello stadio. Per ragioni tecniche, di sicurezza e di ordine pubblico, Modesto ha proposto la sospensione integrale dell’attività sportiva e quindi della convenzione che disciplina l’utilizzo dello stadio da parte del Cosenza Calcio.

La relazione non esclude, dopo la verifica delle lavorazioni previste, anche la possibilità di arrivare alla revoca della convenzione per motivi di pubblico interesse.

Il progetto di riqualificazione dello stadio San Vito-Marulla

L’intervento di riqualificazione del San Vito-Marulla prevede la realizzazione di due nuove gradinate nelle Curve Nord e Sud, con una struttura tubolare prefabbricata ancorata a platee di fondazione. Le nuove strutture saranno realizzate all’interno del sedime della pista di atletica esistente, destinata alla dismissione.

La Tribuna Est, indicata come Tribuna B, sarà parzialmente riconfigurata per ospitare il settore ospiti. La capienza complessiva dell’impianto, attualmente pari a 21.116 spettatori, sarà ridotta a 15.557 posti al termine della prima fase dei lavori.

Secondo la relazione del dirigente del Settore Lavori pubblici, le opere dovranno articolarsi in quattro macrofasi successive. La prima prevede il getto delle fondazioni e la costruzione della nuova Curva Sud. La seconda riguarderà il completamento della Curva Sud e il settore ospiti in Tribuna B. La terza fase interesserà le fondazioni e la costruzione della nuova Curva Nord, con nuove vie di fuga. La quarta, infine, comprenderà rifiniture esterne, nuova linea di scarico, spostamento delle recinzioni e smobilizzo del cantiere.

Sicurezza, vie di fuga e ordine pubblico

Il nodo centrale della relazione riguarda la compatibilità tra cantiere e presenza del pubblico durante gli eventi sportivi. In ciascuna macrofase, le lavorazioni interessano direttamente settori utilizzati dagli spettatori, percorsi di accesso, vie di esodo, aree di servizio e zone adiacenti al campo di gioco.

A supporto dell’analisi, la relazione richiama un quadro normativo articolato: dalle norme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio degli impianti sportivi a quelle specifiche per gli stadi di calcio, dal Testo unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro al codice di prevenzione incendi, fino alle norme del Coni sull’impiantistica sportiva e alle misure per la prevenzione della violenza nelle manifestazioni sportive.

Tra gli elementi di incompatibilità viene indicata, in particolare, la compromissione delle vie di esodo e dei percorsi di sicurezza. In tutte le macrofasi sono previste chiusure parziali di porzioni di tribune e curve, con una riduzione della larghezza netta dei percorsi di fuga al di sotto dei minimi prescritti. Una condizione che, secondo la relazione, renderebbe non certificabile l’agibilità dell’impianto ai sensi della normativa vigente.

Mezzi d’opera, capienza ridotta e rischio per gli spettatori

La relazione segnala anche i rischi legati alla presenza di mezzi d’opera pesanti, alla riduzione non programmabile della capienza effettiva e all’alterazione del sistema settoriale dello stadio. Quest’ultimo aspetto potrebbe generare criticità nella separazione tra tifoserie locali e ospiti.

Ulteriori elementi riguardano l’incolumità degli spettatori, esposti a possibili emissioni di polveri, vibrazioni, rumori e caduta di materiali dalle aree di lavorazione vicine alle gradinate eventualmente in uso.

Secondo quanto riportato nella relazione, durante le lavorazioni non sarebbe inoltre possibile garantire pienamente l’efficienza e l’accessibilità dei presìdi antincendio e di primo soccorso, elementi indispensabili per lo svolgimento di eventi aperti al pubblico.

La proposta di sospensione della convenzione

Alla luce delle criticità evidenziate, il dirigente del Settore Lavori pubblici ha formulato una proposta di sospensione della convenzione di affidamento dello stadio al Cosenza Calcio, approvata in Consiglio comunale nel 2023.

Tuttavia, il documento lascia aperta anche l’ipotesi di una revoca della convenzione per motivi di pubblico interesse, qualora la verifica delle lavorazioni e delle condizioni operative dovesse confermare l’impossibilità di garantire sicurezza, ordine pubblico e agibilità dell’impianto.