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      'Ndrangheta a Cosenza, la pentita polacca: «Con Patitucci eravamo una cosa sola»

      L'ascesa e la caduta della famiglia Bella Bella nei ricordi di Edyta Kopaczynska, dichiarazioni spontanee di un imputato sulla scena del processo "Reset"
      Marco Cribari
      9 luglio 202511:54
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      'Ndrangheta a Cosenza, la pentita polacca: «Con Patitucci eravamo una cosa sola»

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      'Ndrangheta a Cosenza, la pentita polacca: «Con Patitucci eravamo una cosa sola»

      L’udienza odierna di “Reset” ha segnato il ritorno sulla scena processuale di Edyta Kopaczynska, 51 anni, vedova polacca del boss Michele Bruni e testimone diretta della rapida ascesa e dell’altrettanto repentina caduta della famiglia criminale di cui ha fatto parte per anni. La donna collabora con la giustizia dal 2012 e su imbeccata del pm Corrado Cubellotti ha ripercorso le fasi che, ben dodici anni fa, l’hanno indotta a cambiare pelle: «Dopo la morte di mio marito e di mio cognato Luca Bruni, il nostro clan si è sciolto. Si sono presi tutto. E allora come scelta di vita ho deciso di collaborare. Era il clan “Bella Bella”, ma in seguito ci siamo uniti con il clan degli zingari, con il clan di Patitucci e siamo diventati una cosa sola».

      Il pm si è ingolosito e le chiesto di chiarire il senso di quell’espressione – «una cosa sola» – che rimanda direttamente al tema del processo: «Usura, estorsioni, si faceva tutto insieme. E gli imprenditori dovevano pagare», ha spiegato Edyta, traducendo da sé stessa. «La droga si poteva prendere solo da noi. E non si poteva spacciare senza la nostra autorizzazione. La conseguenza era che o ci davano i soldi o prendevano gli schiaffi». In seguito, l’avvocato Luca Acciardi le chiederà se l’accordo tra il suo gruppo e quello di Patitucci fosse poi tramontato. La risposta rimanda ai giorni più drammatici per la diretta interessata: «Dopo la morte di mio cognato Luca Bruni».

      I suoi ricordi si fermano al 2010, data dell’arresto collettivo di “Telesis” che segna per il suo gruppo l’inizio della fine. «Fino a quel momento, la bacinella – la cassa, ndr – la gestivano mio marito Michele e Francesco Patitucci». Di Umberto Di Puppo rammenta solo che «faceva parte del clan Lanzino». Su Roberto Porcaro: «Ha fatto un po’ la bandiera: prima era con Domenico Cicero e poi è passato con Patitucci a fare tutto quello che diceva lui». Di Rosanna Garofalo, sostiene facesse «ciò che facevo io per mio marito, quando Patitucci era in carcere faceva da tramite tra lui e i suoi soldati». In seguito, su domanda dell’avvocato Laura Gaetano non riuscirà a datare questo ricordo. Non sarà l’unico.

      Edyta, infatti, mostra più di qualche titubanza perché la memoria non l’aiuta, specie quando si tratta di attingere a piene mani dal suo passato criminale e da quello degli altri. Cubellotti non demorde e prova a stimolarle i ricordi. Un primo elenco di nomi non le dice nulla, ma a quello di Maurizio Rango ha un sussulto: «E chi se lo scorda. Ci ho avuto un bel po’ di disguidi. Mi odiava. Lui, Daniele Lamanna, Adolfo Foggetti hanno fatto un bel danno alla mia famiglia. Dopo che hanno ucciso mio cognato Luca Bruni, sono venuti a chiedermi dei soldi. E Rango mi ha cacciato anche di casa».

      Carmine Caputo replica al pentito Montemurro

      L’udienza si era aperta con le dichiarazioni spontanee dell’imputato Carmine Caputo in replica ad alcune affermazioni fatte in precedenza dal pentito Giuseppe Montemurro: «Faccio il lavoro di buttafuori da trent’anni. Non era il mio primo lavoro. Ho fatto l’autista di pullman, ho lavorato in una cooperativa. Quando Montemurro ha aperto l’agenzia io e i miei colleghi siamo stati costretti a lavorare con lui. Sono stato sempre molto robusto. Quando c’erano risse, le risolvevo da solo. Non è vero come dice lui che ho picchiato M. C.. Una sera c’erano persone a un tavolo che davano fastidio. Lo abbiamo cacciato fuori e lui si toglie la cinta e si lancia contro di noi. Abbiamo reagito. Il signor Canino si è lamentato con noi perché questa persona era seduta al suo tavolo. Nient’altro. Non ho mai incendiato nessuna macchina. La macchina l’ha incendiata lui e se n’è pure sempre vantato. Parecchie volte lo abbiamo accompagnato in giro, ma non è mai successo che sono andato con lui a casa di Roberto Porcaro. Con mio fratello Giuseppe i rapporti si erano interrotti. Sono ripresi nel 2021 quando mia figlia ha fatto 18 anni. Ho fatto sempre tanti lavori, e ora mia moglie si barcamena come può, con il risultato che mia figlia non può iscriversi all’università. Una figlia che dovrebbe laurearsi con 110 e lode, pensate come mi sento. Per fortuna in carcere mi fanno lavorare e quindi riesco a fare qualcosa per andare avanti».

      Processo “Reset”, rito ordinario: gli imputati

      Fabrizio Abate (difeso dall’avvocato Filippo Cinnante)

      Giovanni Abruzzese (difeso dagli avvocati Giorgia Greco e Antonio Quintieri)

      Fiore Abbruzzese detto “Ninuzzo” (difeso dagli avvocati Mariarosa Bugliari e Antonio Quintieri)

      Franco Abbruzzese detto “a Brezza” o “Il Cantante” (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)

      Rosaria Abbruzzese (difesa dagli avvocati Antonio Quintieri e Filippo Cinnante)

      Giovanni Aloise detto “mussu i ciuccio” (difeso dall’avvocato Gianpiero Calabese)

      Pierangelo Aloia (difeso dall’avvocato Giulio Tarsitano)

      Armando Antonucci detto il dottore (difeso dall’avvocato Enzo Belvedere)

      Rosina Arno (difesa dagli avvocati Luca Acciardi e Fiorella Bozzarello)

      Ariosto Artese (difeso dagli avvocati Luca Acciardi e Giorgio Misasi)

      Rosario Aurello (difeso dall’avvocato Ferruccio Mariani)

      Danilo Bartucci (difeso dall’avvocato Giuseppe Manna)

      Giuseppe Bartucci (difeso dagli avvocati Luca Acciardi e Nicola Carratelli) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)

      • Giuseppe Belmonte (difeso dall’avvocato Filippo Cinnante)
      • Massimo Benvenuto (difeso dall’avvocato Rosario Carbone)
      • Luigi Berlingieri detto “Faccia d’angelo” (difeso dagli avvocati Nicola Rendace)
      • Antonio Bevilacqua (difeso dall’avvocato Giorgia Greco)
      • Cosimo Bevilacqua (difeso dagli avvocati Maurizio Nucci e Cesare Badolato)
      • Nicola Bevilacqua (difeso dagli avvocati Giampiero Calabrese e Antonio Ingrosso)
      • Agostino Briguori (difeso dagli avvocati Giuseppe Bruno e Sergio Rotundo)
      • Giuseppe Broccolo (difeso dall’avvocato Angelo Pugliese)
      • Andrea Bruni (difeso dagli avvocati Luca Acciardi ed Emilia Spadafora)
      • Pasquale Bruni – classe 1979 (difeso dagli avvocati Antonio Quintieri e Cristian Cristiano)
      • Pasquale Bruni (difeso dagli avvocati Fiorella Bozzarello)
      • Carmelina Bruniani (difesa dall’avvocato Luca De Munda)
      • Alfredo Bruno (difeso dall’avvocato Francesco Calabrò
      • Ernesto Campanile (difeso dall’avvocato Cristian Cristiano)
      • Carmine Caputo (difeso dall’avvocato Fiorella Bozzarello) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Damiano Carelli (difeso dall’avvocato Aldo Zagarese ed Enzo Belvedere)
      • Placido Cariello
      • Andrea Carpino (difeso dall’avvocato Maurizio Nucci)
      • Andrea Vincenzo Caruso (difeso dall’avvocato Maurizio Nucci)
      • Francesco Casella (difeso dagli avvocati Vincenzo Guglielmo Belvedere e Fabio Bonofiglio)
      • Michele Castiglione (difeso dagli avvocati Carlo Beltrani e Antonio Quintieri)
      • Andrea Cello (difeso dall’avvocato Francesco Calabrò)
      • Federico Chianello (difeso dall’avvocato Pierfrancesco Russo)
      • Antonio Chiodo (difeso dall’avvocato Domenico Caputo)
      • Massimo Ciancio (difeso dall’avvocato Luca Acciardi e Annamaria Domanico)
      • Giuseppe Cirillo (difeso dall’avvocato Raffaele Rigoli)
      • Antonio Colasuonno (difeso dagli avvocati Chiara Penna) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Cesare Conte (difeso dall’avvocato Fiorella Bozzarello)
      • Antonio Covelli (difeso dall’avvocato Enzo Belvedere)
      • Aldo Andrea D’Ambrosio (difeso dall’avvocato Amelia Ferrari)
      • Emma D’Ambrosio (difesa dall’avvocato Amelia Ferrari)
      • Massimo D’Ambrosio (difeso dall’avvocato Amelia Ferrari e Valerio Murgano)
      • Alessio De Cicco (difeso dall’avvocato Francesco Gelsomino)
      • Sergio Del Popolo (difeso dagli avvocati Andrea Manna e Antonio Quintieri)
      • Pietro De Mari (difeso dall’avvocato Rossana Cribari)
      • Antonio De Rose (difeso dagli avvocati Raffaele Massimo Greco e Maurizio Nucci)
      • Pasquale De Rose (difeso dall’avvocato Cristian Cristiano)
      • Armando De Vuono (difeso dall’avvocato Matteo Cristiani e Giuseppe Filice) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Giovanni Drago (difeso dagli avvocati Filippo Cinnante e Gaetano Maria Bernaudo)
      • Patrizia Drago (difeso dagli avvocati Mario Ossequio e Stefania Calabrese)
      • Angelo Falcone (difeso dall’avvocato Pasquale Vaccaro)
      • Umile Ferraro (difeso dall’avvocato Pasqualino Maio)
      • Eugenio Filice (difeso dagli avvocati Franco Sammarco ed Eduardo Florio)
      • Anna FIorillo (difeso dall’avvocato Francesco Santelli)
      • Remo Florio (difeso dall’avvocato Enzo Belvedere)
      • Fabrizio Fuoco (difeso dall’avvocato Cristian Cristiano)
      • Giovanni Garofalo (difeso dall’avvocato Filippo Cinnante)
      • Rosanna Garofalo (difesa dall’avvocato Laura Gaetano)
      • Mario Gervasi (difeso dall’avvocato Cesare Badolato)
      • Fabio Giannelli (difeso dall’avvocato Osvaldo Rocca) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Fabrizio Gioia (difeso dall’avvocato Matteo Cristiani)
      • Giovanni Grandinetti (difeso dall’avvocato Nicola Rendace)
      • Simone Greco (difeso dall’avvocato Andrea Sarro)
      • Stefano Grosso (difeso dall’avvocato Francesco Vetere)
      • Sergio La Canna (difeso dall’avvocato Giampiero Calabrese)
      • Umile Lanzino (difeso dall’avvocato Gianluca Garritano)
      • Fabio Laratta (difeso dall’avvocato Pasquale Marzocchi)
      • Massimiliano Lo Polito (difeso dall’avvocato Angelo Pugliese)
      • Silvia Lucanto (difesa dall’avvocato Fiorella Bozzarello)
      • Antonio Lucà (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Gianluca Maione (difeso dall’avvocato Riccardo Maria Panno)
      • Cosimo Manzo (difeso dagli avvocati Linda Boscaglia e Giuseppe Malvasi) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Marcello Manna (difeso dagli avvocati Nicola Carratelli e Giandomenico Caiazza)
      • Francesco Marchiotti (difeso dall’avvocato Filippo Cinnante)
      • Stefano Antonio Marigliano (difeso dall’avvocato Gianluca Garritano)
      • Roberta Maritato (difesa dall’avvocato Marco Bianco)
      • Andrea Mazzei (difeso dagli avvocati Alessandro Diddi e Sergio Rotundo)
      • Cosimo Manzo
      • Lauretta Mellone (difesa dagli Amelia Ferrari e Erik Siciliano)
      • Giuseppe Midulla (difeso dagli avvocati Cristian Cristiano)
      • Bruno Mollica (difeso dall’avvocato Francesco Febbraio)
      • Giuseppe Mondera (difeso dall’avvocato Giuseppe Manna)
      • Francesco Morabito (difeso dagli avvocati Vincenzo Nobile e Domenico Nobile)
      • Alessandro Morrone (difeso dagli avvocati Giuseppe Malvasi e Domenico De Rosa)
      • Filippo Morrone (difeso dall’avvocato Piergiuseppe Cutrì)
      • Pino Munno (difeso dall’avvocato Gianluca Garritano) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Silvio Orlando (difeso dall’avvocato Pasquale Naccarato)
      • Massimo Palermo (difeso dall’avvocato Vincenzo Saccomanno)
      • Francesco Papara (difeso dall’avvocato Angela D’Elia)
      • Mario Perri (difeso dall’avvocato Giampiero Calabrese)
      • Sandro Perri (difeso dall’avvocato Giuseppe De Marco)
      • Giuseppe Perrone (difeso dagli avvocati Filippo Cinnante e Gaetano Maria Bernaudo)
      • Antonio Pignataro (difeso dagli avvocati Marco Bianco e Giuseppe Bruno)
      • Ciro Pignataro (difeso dagli avvocati Marco Bianco e Giuseppe Bruno)
      • Giuseppe Piromallo (difeso dall’avvocato Luca Acciardi)
      • Antonio Carmine Policastri (difeso dall’avvocato Aldo Zagarese)
      • Antonio Presta “Tonino” (difeso dagli avvocati Carlo Esbardo e Franco Locco)
      • Giuseppe Presta (difeso dagli avvocati Lucio Esbardo e Franco Locco) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Domenico Prete (difeso dall’avvocato Rossana Bozzarello)
      • Remo Prete (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Sergio Raimondo (difeso dall’avvocato FIlippo Cinnante)
      • Paolo Recchia (difeso dall’avvocato Francesco Gelsomino)
      • Andrea Reda (difeso dagli avvocati Mario Ossequio e Luca Acciardi)
      • Ines Reda (difesa dagli avvocati Mario Ossequio e Angela Caputo)
      • Francesco Reda (difeso dagli avvocati Mario Ossequio ed Enzo Belvedere)
      • Paolo Reda (difeso dagli avvocati Mario Ossequio e Stefania Calabrese)
      • Marcello Rizzuti (difeso dagli avvocati Bruno Bonaro e Pietro Mancuso)
      • Danny Romano (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Massimiliano Rossiello (difeso dall’avvocato Pasquale Vaccaro)
      • Cristian Francesco Ruffolo (difeso dall’avvocato Luca Acciardi) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Rosa Rugiano (difesa dall’avvocato Rodolfo Alfieri)
      • Antonio Russo (difeso dall’avvocato Roberto Deni)
      • Domenico Salerno (difeso dall’avvocato Angelo Pugliese)
      • Domenico Sannà (difeso dall’avvocato Giuseppe Bruno)
      • Orlando Scarlato (difeso dall’avvocato Gianluca Garritano)
      • Salvatore Sesso (difeso dall’avvocato Vincenzo Tridico)
      • Mario Sirangelo (difeso dall’avvocato Fabio Parise)
      • Alessandro Stella (difeso dall’avvocato Domenico Caputo)
      • Francesco Stola (difeso dagli avvocati Antonio Quintieri e Cristian Cristiano)
      • Francesco Tassone (difeso dall’avvocato Angelo Pugliese)
      • Francesca Tiralongo (difeso dall’avvocato Giuseppe De Marco)
      • Vittorio Toscano (difeso dall’avvocato Senese) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
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      'Ndrangheta · Cosenza · Francesco Patitucci · Reset

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      Manna dopo l'assoluzione a Reset: «Contro di me una regia politica-giudiziaria»
      Cultura

      I cinquant'anni del teatro dell'Acquario di Cosenza

      23 ottobre 2026
      Ore 16:10
      I cinquant'anni del teatro dell'Acquario di Cosenza
      Cronaca

      Sequestrati 1,2 milioni di beni a dipendenti comunali dell'Alto Tirreno cosentino

      23 ottobre 2026
      Ore 07:28
      Sequestrati 1,2 milioni di beni a dipendenti comunali dell'Alto Tirreno cosentino
      Società

      «Il carovita ci sta ammazzando»: le voci degli studenti in piazza a Cosenza | VIDEO

      I ragazzi spiegano le ragioni della protesta contro l’aumento dei prezzi e le scelte del Governo. «Non abbiamo saltato la scuola: siamo qui perché vogliamo un cambiamento»

      22 ottobre 2026
      Ore 13:41
      «Il carovita ci sta ammazzando»: le voci degli studenti in piazza a Cosenza | VIDEO
      Cronaca

      Manna dopo l'assoluzione a Reset: «Contro di me una regia politica-giudiziaria»

      24 ottobre 2026
      Ore 10:12
      Manna dopo l'assoluzione a Reset: «Contro di me una regia politica-giudiziaria»
      Cultura

      I cinquant'anni del teatro dell'Acquario di Cosenza

      23 ottobre 2026
      Ore 16:10
      I cinquant'anni del teatro dell'Acquario di Cosenza
      La dinamica

      Agguato a Cassano, Damiano Pepe e la moglie colpiti davanti al cancello di casa mentre rientravano

      I coniugi raggiunti da diversi colpi d’arma da fuoco. Silvana Sibarelli morta sul colpo, il boss ferito alle spalle e alla clavicola
      Redazione Cronaca
      Agguato a Cassano, Damiano Pepe e la moglie colpiti davanti al cancello di casa mentre rientravano\n
      Scenari criminali

      L'agguato mafioso contro Damiano Pepe mette la parola fine alle alleanze cassanesi nella Sibaritide

      Il tentato omicidio del boss, ora ricoverato in Rianimazione, è solo l'ultimo fatto di sangue. Per capire il momento attuale bisogna ripartire dal delitto di Leonardo Portoraro ma servono rinforzi investigativi. Lo Stato deve fare la sua parte
      Antonio Alizzi
      L'agguato mafioso contro Damiano Pepe mette la parola fine alle alleanze cassanesi nella Sibaritide\n
      Parla Iacobini

      Agguato a Cassano, il sindaco: «Giù le mani dalla città, il mio è un grido di dolore e libertà»

      Le parole del primo cittadino Iacobini all’indomani dell’omicidio in cui è rimasta vittima la moglie del boss Damiano Pepe: «Discutere subito delle iniziative da assumere»
      Redazione Cronaca
      Agguato a Cassano, il sindaco: «Giù le mani dalla città, il mio è un grido di dolore e libertà»\n
      Nella Sibaritide

      Damiano Pepe ricoverato a Cosenza ma non è in pericolo di vita. Nell’agguato uccisa la moglie 60enne

      Il commando formato da almeno due persone. Il boss 64enne è ritenuto elemento di spicco della criminalità organizzata della Sibaritide
      Redazione Cronaca
      Damiano Pepe ricoverato a Cosenza ma non è in pericolo di vita. Nell’agguato uccisa la moglie 60enne\n
      Attimi di paura

      Acri, auto fuori strada: 22enne bloccato nell’abitacolo, sul posto l’elisoccorso e attesi i vigili del fuoco

      Una Ford Puma nera è finita contro un muretto sulla provinciale 184, in località Settarie. Il presidio dei vigili del fuoco di Acri, a meno di un chilometro dal luogo dell’incidente, è attualmente chiuso: i soccorsi sono attesi da Rende
      Francesco Roberto Spina
      Acri, auto fuori strada: 22enne bloccato nell’abitacolo, sul posto l’elisoccorso e attesi i vigili del fuoco\n
      Sangue nella Sibaritide

      Agguato tra Corigliano e Cassano, uccisa la moglie del boss Damiano Pepe. Ferito il 64enne

      Commando armato nell'abitazione di “Tripolino” a Lattughelle, tornato libero dopo oltre 26 anni di carcere. La donna è morta, lui è ricoverato a Cosenza
      Matteo Lauria
      Agguato tra Corigliano e Cassano, uccisa la moglie del boss Damiano Pepe. Ferito il 64enne
      Sangue nella Sibaritide

      Agguato nella notte Cassano, uccisa la moglie del boss Damiano Pepe. Il 64enne ferito gravemente

      Commando armato nell'abitazione di “Tripolino” a Lattughelle, tornato libero dopo oltre 26 anni di carcere. La donna è morta, lui è ricoverato a Cosenza
      Matteo Lauria
      Agguato nella notte Cassano, uccisa la moglie del boss Damiano Pepe. Il 64enne ferito gravemente\n
      LA NOTA DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

      Scalea, Russo sull’inchiesta: «Piena collaborazione, il Comune tutelerà i propri interessi»

      Il sindaco interviene dopo il sequestro da 1,2 milioni e l’indagine che coinvolge quattro dipendenti comunali
      Francesca Lagatta
      Scalea, Russo sull’inchiesta: «Piena collaborazione, il Comune tutelerà i propri interessi»\n
      Il caso

      Spezzano della Sila, il Consiglio di Stato respinge la sospensiva sull’accesso agli atti su dehors e servizi igienici

      Resta esecutiva la sentenza che impone al Comune di consegnare i documenti chiesti da Spizzirri. L’appello sarà deciso nel merito
      Antonio Alizzi
      Spezzano della Sila, il Consiglio di Stato respinge la sospensiva sull’accesso agli atti su dehors e servizi igienici\n
      La precisazione

      Terremoto nel Tirreno, la ProCiv spiega l’allerta tsunami: «Procedure precauzionali, nessun maremoto previsto»

      La scossa di magnitudo 5.0 al largo delle Eolie ha fatto scattare il sistema di allertamento per i comuni costieri. L’allerta verde è rientrata dopo le verifiche di Ingv e Ispra: «Prosegue comunque il monitoraggio, sequenze sismiche in corso»
      Redazione
      Terremoto nel Tirreno, la ProCiv spiega l’allerta tsunami:\u00A0«Procedure precauzionali, nessun maremoto previsto»\n
      Dopo il sisma

      Terremoto in Calabria, è allerta maremoto a Reggio: la Protezione Civile invita a stare lontani dalle coste. Evacuate le scuole

      Dopo la forte scossa di magnitudo 5.0 delle 12.19, attivate le procedure di sicurezza in diversi istituti cittadini. Studenti fuori dalle aule e comunicazioni alle famiglie. Diramata anche un'allerta di livello verde per la Calabria
      Silvio Cacciatore
      Terremoto in Calabria, è allerta maremoto a Reggio:\u00A0la Protezione Civile invita a stare lontani dalle coste. Evacuate le scuole
      Trema la terra

      Terremoto in Calabria: sciame sismico al largo del Tirreno tra ieri e oggi, l’ultima forte scossa di magnitudo 5

      Diverse le scosse registrate negli ultimi giorni dall'Ingv. Paura e gente in strada nel Reggino dove il sisma è stato avvertito
      Redazione Attualità
      Terremoto in Calabria: sciame sismico al largo del Tirreno tra ieri e oggi, l’ultima forte scossa\u00A0di magnitudo 5\n
      Palazzo Bachelet

      Corte d’Assise di Cosenza, proposto Carpino: attesa la decisione del Plenum

      L’attuale presidente della sezione penale dibattimentale del Tribunale di Paola è stato indicato per succedere a Paola Lucente
      Antonio Alizzi
      Corte d’Assise di Cosenza, proposto Carpino: attesa la decisione del Plenum\n
      L’intervista

      È diventata uno dei simboli della protesta in Calabria, i genitori della 12enne di Rende: «Per i nostri figli chiediamo solo serenità»

      Alessandra e Francesco, agricoltori di Cerisano, raccontano l’emozione provata al presidio di Rende dopo le parole di Rosa: «Un pugno nello stomaco, ma anche tanto orgoglio». E chiedono alle istituzioni di abbassare i costi quotidiani e sanitari
      Francesco Roberto Spina
      È diventata uno dei simboli della protesta in Calabria, i genitori della 12enne di Rende: «Per i nostri figli chiediamo solo serenità»\n
      L’INDAGINE

      Sequestro da 1,2 milioni di euro: quattro dipendenti comunali indagati a Scalea | VIDEO

      Mandati di pagamento senza giustificazione contabile e trasferimenti sui conti personali: l’inchiesta riguarda presunte irregolarità nella gestione delle risorse pubbliche tra il 2021 e il 2024. La Finanza ha sottoposto a sequestro anche denaro contante, monili e lingotti d’oro
      REDAZIONE
      Sequestro da 1,2 milioni di euro: quattro dipendenti comunali indagati a Scalea | VIDEO
      La requisitoria

      Processo Glicine-Acheronte, Sculco e i rapporti con le cosche: «Ha dimostrato una certa familiarità con la ’ndrangheta»

      Dall’accordo per piegare la Regione agli interessi elettorali al «patto del Nozzularu», il pm ricostruisce il sistema di potere che avrebbe legato l’ex governatore Oliverio a Devona, Adamo e Romeo, mentre su Sculco pesa la contestazione dello scambio elettorale politico-mafioso e i rapporti con esponenti dei clan crotonesi
      Alessia Truzzolillo
      Processo Glicine-Acheronte, Sculco e i rapporti con le cosche: «Ha dimostrato una certa familiarità con la ’ndrangheta»\n
      L’operazione

      Arrestato latitante legato alla cosca Barbaro di Platì: era nascosto in una comunità di recupero

      VIDEO | L’uomo era ricercato dal novembre scorso nell’ambito dell’inchiesta della DDA di Milano sul traffico di oltre 3,5 tonnellate di cocaina dal Sud America.
      Redazione Cronaca
      Arrestato latitante legato alla cosca Barbaro di Platì:\u00A0era nascosto in una comunità di recupero\n
      Protesta studentesca

      Mille studenti in piazza a Cosenza, anche una mamma tra i ragazzi: «La famiglia non basta, i nostri figli non hanno riferimenti»

      Corteo pacifico tra cori e striscioni contro il governo Meloni, al fianco di agricoltori e autotrasportatori. In piazza anche Gaia, che festeggia i suoi 18 anni manifestando per il futuro della sua generazione
      Riccardo Montanaro
      Mille studenti in piazza a Cosenza,\u00A0anche una mamma tra i ragazzi: «La famiglia non basta, i nostri figli non hanno riferimenti»\n
      Casa circondariale “Sergio Cosmai”

      Droga e telefoni nel carcere di Cosenza: 36 indagati. Agente della Penitenziaria accusato di corruzione | NOMI

      Secondo la Procura, l'assistente capo addetto alle videochiamate avrebbe accettato hashish, droga e un orologio in cambio di favori ai detenuti. Contestato anche l'uso illecito di cellulari a decine di reclusi
      Antonio Alizzi
      Droga e telefoni nel carcere di Cosenza: 36 indagati. Agente della Penitenziaria accusato di corruzione | NOMI\n
      Il verdetto

      Omicidio Pasquale Aquino, tre condanne: trent’anni di carcere a Le Pera

      La Corte d’Assise di Cosenza infligge 28 anni a Giorgio Arturi e 23 a Manuel Intrieri. La Dda aveva chiesto l’ergastolo per il presunto esecutore del delitto
      Antonio Alizzi
      Omicidio Pasquale Aquino, tre condanne: trent’anni di carcere a Le Pera\n
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